sabato 14 gennaio 2017

Una lunga riflessione su quello che cerco di bello nei blog che parlano di libri

Hello!


Questi ultimi giorni sono stati molto frenetici e complicati (il rientro al lavoro, la ripresa della scuola del mio bimbo, il freddo gelido di Roma, qualche acciacco di salute...) e quindi sono stata giocoforza un po' lontana dal blog (e dalla blogosfera in generale), non postando niente qui sul blogghino e commentando pochissimo i post che leggevo in giro.


Ho visto però che sono successe alcune cose che mi hanno colpita: prima di tutto, la chiusura inaspettata e drastica di due blog che mi interessavano molto e che mi piaceva seguire, avvenuta per ragioni che le due blogger non hanno spiegato troppo ma che avevano a che fare con invidie e malignità nel mondo dei lit-blog. Sinceramente sono rimasta interdetta: chi mai se lo sarebbe immaginato che ci fossero problemi di questo tipo anche nel mondo virtuale dei blog? Francamente, avendo un blogghino microscopico e ignoto, non mi è mai capitato di imbattermi in questo tipo di problematiche. Essendo io poi totalmente assente dalla sfera social (fb et similia) non ho neanche contezza delle controversie che, ho avuto modo di capire, scoppiano in gruppi di varia natura, e che a volte sfociano in polemiche quando non in veri e propri insulti di cui, francamente, non si sentiva proprio il bisogno.

Un'altra cosa che mi ha colpito molto è stato leggere i recap annuali dei vari blog, e scoprire di avere poco, davvero pochissimo in comune con la maggioranza di essi: non solo in termini specifici, cioè di titoli letti, ma proprio in termini generali, come gusti letterari, generi e autori. La stragrande maggioranza delle recensioni pubblicate nei blog riguarda libri di generi che io non amo per niente (YA/NA in testa), ma soprattutto riguarda quasi sempre libri recenti, recentissimi, in anteprima. A volte capita di vedere lo stesso libro, appena uscito in libreria, letto e recensito da dieci blogger nell'arco di una settimana. Naturalmente ne sono tutte entusiaste, cinque stelle come se piovesse, e non una volta che a me quel libro ispiri anche solo una vaga curiosità.

Ancora, ho cominciato a notare e a sentirmi un po' infastidita dal fatto che la stragrande maggioranza dei commenti ai post nei blog più famosi sono praticamente autoreferenziali: una decina di blogger "scelte" che si commentano a vicenda i post, inserendo in ogni riga riferimenti al loro privato (chiacchierate, soprannomi, complimenti, scherzi) incomprensibili ai più, e intorno una corte di ammiratrici seriali che pendono dalle labbra di certi oracoli per decidere le loro prossime letture. (Beh, rileggendo quello che ho scritto mi rendo conto che è una considerazione molto acida quella che ho appena fatto, ma sinceramente qui nel mio blogghino mi prendo la libertà di scrivere quello che veramente penso, senza nessun tipo di ipocrisie.)

E così, ho riflettuto molto.

Ho riflettuto, e sono arrivata alla conclusione che sono stufa.

Sono stufa di leggere recensioni tutte uguali a libri tutti uguali, senza uno spunto, un guizzo di individualità (e oltretutto, in tanti casi, anche piene di errori di grammatica e ortografia).
Sono stufa dell'arroganza di certe blogger che si permettono di parlar male di libri che loro non hanno apprezzato, senza mettersi minimamente in discussione e, dall'alto della loro fama, sentenziare il loro parere negativo con presunzione e boria.
Sono stufa poi di commenti fotocopia, ah sembra carino, lo metterò in WL, senza nessun tipo di argomentazione critica, sforzo personale e scambio di idee.
Sono stufa di valutazioni numeriche un po' a caso, che scompaiono magicamente dai blog quando iniziano le collaborazioni con le Case Editrici che forniscono la scaletta delle letture e naturalmente esigono la pubblicazione in tempi brevi per coordinare le campagne pubblicitarie e "pompare" le ultime uscite.
Soprattutto sono stufa (ecco che ritorna, all'ennesima potenza, la mia vena acida di cui dicevo prima e forse anche un po' snob) di sedicenti lit-blogger che non hanno mai aperto un classico che sia uno, che non conoscono o non hanno mai letto niente di autori che dovrebbero essere le basi di chiunque si professi lettore, e candidamente confessano di non avere mai saputo nemmeno dell'esistenza di libri che sono pietre miliari della letteratura.

Contraddico in parte quello che avevo scritto nel mio ultimo post, e faccio anch'io un paio di buoni propositi per il mio nuovo anno, come blogger e frequentatrice della blogosfera: d'ora in poi frequenterò solo blog gestiti da persone umili e gentili, che si approcciano alla lettura con curiosità e sincerità e non si mettono su un piedistallo, e leggerò solo post interessanti scritti da persone interessanti: persone con gusti sfaccettati e insoliti, che non si perdano dietro alla moda del momento e che mi diano ricchi spunti di riflessione per ampliare i miei orizzonti di lettrice.

Riconosco che è un buon proposito forse un po' tardivo: avrei potuto accorgermi prima di questa china che stava prendendo la mia frequentazione della blogosfera, e "tagliare" subito i ponti... ma è stato piuttosto un lento stillicidio e una strana e vaga amarezza che ha preso forma proprio negli ultimi tempi, con la chiusura dei blog di cui vi dicevo, e con alcune recenti valutazioni critiche che ho letto con disappunto su due blog molto famosi e frequentati.

La spinta finale a scrivere questo post (di cui, riconosco, a molte di voi non fregherà nulla) è stata rileggere finalmente, dopo vari mesi di assenza dalla blogosfera, un post di Letizia, del blog Mete d'inchiostro. Il suo è uno dei pochissimi blog che amo incondizionatamente, per le sue scelte di lettura così anticonvenzionali e totalmente scollegate dall'urgenza editoriale (libri nuovi! libri appena usciti! la saga di cui tutti parlano!). Ho ripensato agli ultimi post interessanti che ho letto, e nessuno di questi era su blog famosi e pieni di millemila seguaci: lo straordinario "calendario dell'avvento" di Roberta (What we talk about when we talk of books); le recensioni di libri insoliti e gli splendidi resoconti da Più Libri Più Liberi di Dany (Appunti di una lettrice); i lunghi, lunghissimi e personali post di Alice (Some books are) che racconta la sua vita attraverso le pagine dei libri che legge; gli "explicit" fulminanti di Paola (Cose da lettrici); gli articoli insoliti e colti di Martina (Biblioteca al femminile); i viaggi letterari di Babalatalpa (Libri in valigia)...

Insomma, post pieni di passione, di originalità e di profondità: ecco quello che amo nei soli, pochissimi blog che frequenterò d'ora in poi, e che vorrei tanto riuscire a mantenere anche per il mio microscopico angolo, in questo nuovo anno appena iniziato.

Leggere è come pensare, come pregare, come parlare con un amico, come esporre le tue idee, come ascoltare le idee degli altri, come ascoltare musica sì, sì come contemplare un paesaggio, come uscire a fare una passeggiata sulla spiaggia.
Roberto Bolaño


Cheers,
Eva

27 commenti:

  1. Cara, ma che emozione leggere il mio nome nel tuo post!! :-) Davvero non me lo aspettavo; perchè anche il mio, come il tuo, non è che un blogghino abbastanza anonimo, al quale non dedico mai il tempo che vorrei ma che adoro perchè continua ad essere quello che era quando è nato: un posticino in cui esprimere il mio modo di vedere i libri e la lettura come evasione dalla quotidianità. Poi, se qualcuno ha il piacere di condividere con me i suoi pensieri, ben venga. Altrimenti, resteranno post senza commenti, poco male.
    Come scrivi tu, troppo spesso si vedono post stra-commentatissimi in cui però la stragrande maggioranza di questi ultimi sono dei frettolosi "bello! bella recensione", dai quali onestamente viene anche da dubitare che abbiano letto il post per intero.
    Credimi, Eva, condivido con il cuore tutto quello che scrivi sopra. Io, aggiungo, sono stufa della fretta. Ormai nei social - io un pochino li bazzico, ma non sono assolutamente un'animale Social, questo no - è tutto ridotto all'osso. Perfino quelle pagine FB nate come "spalla" di siti interessanti (ne cito uno: Libreriamo), finiscono per essere una triste dimostrazione del fatto che, la stragrande maggioranza della gente, non si prende neanche la briga (ed il tempo) di aprire il link ad un articolo, ma si accontenta del titolo per farsene un'opinione, e condividerla in tempo record.
    Oddio potrei scrivere altre mille righe, perdonami, finirebbe per essere il commento più lungo della storia della blogosfera......
    chiudo qui, dai.. mi contengo :-)

    Ma grazie ancora di cuore, davvero. Bello che qualcuno apprezzi il mio blog, anche se come scrivi tu non pullula di libri in uscita, e di saghe all'ultimo grido.
    E certamente, darò una sbirciatina ai blog che proponi......
    grazie, grazie, grazie :-)

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    1. Letizia, sono io che ringrazio te perché davvero leggere il tuo ultimo post è stato come vedere accendersi una lampadina, sul fatto che senza accorgermene avevo raggiunto un livello di delusione rispetto al mondo dei blog sui libri tale da sentirmi irritata e stufa.
      Io non voglio ammantarmi di saggezza né pretendo di avere la verità in tasca, non pretendo che il mio sia il giusto modo di vedere ma è - appunto - il mio: e sinceramente la fretta di questi tempi, come dici tu, mi sembra un controsenso rispetto alla cura e alla dedizione necessarie per coltivare una passione, per immergersi in mondi e tempi alternativi, per leggere libri.
      Grazie per l'accenno al sito Libreriamo: a me è proprio il concetto di pagina facebook che non piace, infatti io non ho un profilo associato al blog e non ho neanche un profilo personale. Non mi piace l'idea di "immediatezza", lo so che sono completamente controcorrente rispetto all'universo ma a me piace riflettere, aspettare, decidere, valutare, pensare.

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  2. Ciao Eva, capisco cosa intendi e mi piace come hai espresso il tuo pensiero. Non sono immune da certe mode e/o modi di fare purtroppo: sono molto attratta dalle novità, ma non per motivi di protagonismo. Ho letto i classici molti anni fa e invecchiando sono diventata un po' più pigra e ne leggo massimo uno o due all'anno. In questo momento sto attendendo l'uscita dell'ultimo libro della Bertola (Ragione e sentimento) come da piccola attendevo le nuove puntate di Candy Candy.
    Mi segno i blog che hai citato, ma aggiungerei anche La libreria di Tessa e Il Cuore in un libro. La prima perché è sempre uguale e fedele a se stessa (una persona deliziosa) e la seconda perché nell'ultimo periodo ha fatto delle scelte (di lettura) veramente interessanti.
    Credo che rifletterò un pochino su quanto hai scritto. Spezzo solo una lancia a favore dei YA/NA: se parliamo di titoli come Il mio disastro sei tu o After capisco, ma altri titoli (ho appena terminato Fangirl e L'albero delle bugie) sono fondamentali per la crescita di nuovi lettori. La promozione della lettura è importante e anche se spesso vengono usati libri che sono specchietti per le allodole, quel che conta è il risultato finale. Un po' come per le signore appassionate di Danielle Steel che vengono in biblioteca....cerco sempre di farle passare dalla Steel a Jane Austen, passando per la Rattaro, la Roggeri, la Chevalier e magari Brendan O' Carrol. A volte mi riesce, a volte no.
    Ho scritto troppo e forse in modo caotico, ma ci tenevo a farti sapere che mi piaci e che ti leggo.
    Un caro saluto da Lea

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    1. Carissima Lea,
      sono felice ed emozionata per il fatto che tu abbia letto e commentato questa mia troppo lunga riflessione. Quando nel mio post ho elencato i blog che seguo con interesse ovviamente non li ho citati tutti, sarebbe stato un elenco un po' sterile, e in effetti ho dimenticato qualcuno di quelli a cui sono più affezionata tra cui ad esempio il tuo (e di Stefania) e quelli di Tessa e Francesca, che conosco e seguo con interesse. Ci sono anche altri angoli che penso potrebbero interessare due lettrici appassionate e curiose come voi, ad esempio ora mi accorgo di non aver citato nemmeno Virgina (https://virginiaeillabirinto.blogspot.it/)...
      In molti casi i miei gusti letterari coincidono con quelli tuoi e di Stefania, e in parecchie occasione recensioni lette da voi mi hanno spinto ad acquisti rivelatisi poi molto azzeccati. Del vostro blog, ad esempio, amo molto le "spalle larghe" che si intuiscono dietro ad esso, il fatto che siate due persone che delle lettura hanno un profondo rispetto e che lavorino per la sua promozione, tra i bambini e i ragazzi soprattutto. Questo aspetto è molto delicato e io ci sto riflettendo molto, riprendendo un interrogativo che era sorto qualche anno fa, al tempo dello straordinario "boom" che registrarono i libri di Moccia: quando si tratta di libri così mainstream, così stereotipati e poco approfonditi, è meglio che i ragazzi non leggano proprio, per non averne un danno, o almeno così qualche pagina stampata gira per casa e poi, chissà, anche se in percentuali piccole, da cosa nasce cosa, e...
      Non lo so. Ancora non ho un'opinione ben precisa, in questo tempo di After e disastri vari. Spero solo che la realtà sia un po' diversa da quello che ultimamente ho visto in giro nei vari blog aperti da ragazze sempre più giovani, con le quali ho sempre meno in comune e non credo sia solo una questione di età.
      PS Se ti piace la Bertola (anche io la leggo molto volentieri) ti suggerisco di provare Kristan Higgins, una scrittrice americana anche lei autrice di "woman's fiction" molto divertente e allo stesso tempo emozionante.

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    2. Cara Eva,
      agli After ed ai disastri vari risponderò colpo su colpo con libri più belli e importanti e le giovani lettrici (i lettori sono pochi purtroppo) si accorgeranno della differenza senza che io dica una sola parola;-)
      La bella letteratura ti fulmina all'improvviso e poi non ci si può più accontentare di niente di meno.
      Mi segno tutto quello che hai consigliato: nomi dei blog e titoli di libri... mentre le belle cose che hai scritto a proposito di me e di Stefi le custodisco con cura e me le tengo strette!
      Lea

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  3. Ciao Eva, è stata una bellissima sorpresa vedermi citata in questo tuo post così sincero. Io negli ultimi tempi ho visto anche più di due blog che seguo dall'inizio di questa mi avventura chiudere e anche quando non chiaramente esplicito, tra le righe si intuisce che le ragioni sono le medesime che hai citato tu.
    Non nego che pure io mi trovo interessata e poi leggo libri di recente uscita, ma quando poi stanno troppo sotto i riflettori tendo a "farli aspettare". C'è anche da dire che ho ben chiaro cosa mi piace trovare in un libro - sono molto istintiva in questo, quindi non sono il tipo che legge qualcosa perché sull'onda del momento.
    Mi sono trovata d'accordo con te su molte cose del tuo post; per esempio, io non sarò mai una di quelle blogger che riescono a tenere il ritmo e pubblicare anche tre o quattro post al giorno tra nuove uscite e segnalazioni - non ne ho il tempo e mi verrebbe oltretutto una crisi di nervi. Il fatto poi di leggere in inglese mi porta a scrivere le recensioni riportando il titolo originale del libro e quindi, anche se di pubblicazione recente, il mio blog non diventerà mai "famoso" perché ovviamente tutti cercano il titolo italiano.
    E so di scrivere troppo a volte e di fare recensioni troppo lunghe, ma proprio non riesco a separarle dalla vita personale quando si intrecciano: non sarei più io se parlassi di un libro in maniera "asettica" - e con questo non voglio criticare chi invece è in grado di scrivere una recensione più corta ma comunque forse più "incisiva" della mia che magari viene letta a metà.
    Anche se Some Books Are è aperto da neanche un anno, incide il fatto che sono abituata a scrivere nella blogosfera da quasi undici anni con il mio blog personale - aprire Some Books Are per me non è stato un progetto a sé, ma semplicemente un'espansione di quello di cui già parlavo altrove e quindi la mia vita verrà sempre fuori quando parlo dei libri che leggo perché i libri che leggo li scelgo proprio perché collegati in qualche modo alla mia vita e alle mie esperienze.
    Ti mando un abbraccio. :)

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    1. Buongiorno Alice, grazie per avermi risposto! Il tuo blog è uno di quelli che proprio non potevo fare a meno di citare come esempio di quello che dovrebbe essere ogni blog aperto con sincerità: personale, indipendente, appassionato. I tuoi post così lunghi sono l'antitesi (felicissima) della fretta che sembra fare da padrona non solo nel mondo della blogosfera, dei social e quant'altro, ma anche e soprattutto nella vita reale. Oltretutto, il fatto che tu legga in inglese è uno stimolo per me a cecare di aprirmi a letture "altre", magari non direttamente (io non leggo molto in lingua) ma attraverso le tue parole, le tue impressioni. E' molto interessante farlo e ti ringrazio per questo!
      Per quanto riguarda i libri "nuovi", io non sono a priori contro le novità, e spesso di alcuni autori anch'io aspetto con ansia una nuova uscita, ma a volte le "novità" sono davvero ossessionanti, non si può aprire una pagina senza vedersi bombardati dall'immagine della copertina, da recensioni entusiaste, da strilli di "meraviglioso! eccezionale" imperdibile!" che su di me, purtroppo, hanno proprio l'effetto contrario, allontanadomi inesorabilmente da letture che magari poi sarebbero pure carine...
      Mando un grande abbraccio anche a te!

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  4. Ciao Eva!!!Mi piace che quando torni, lo fai in grande stile!!! :)
    Ho letto anche io, pochi giorni fa, della blogger che ha chiuso baracche e burattini a causa di "invidie" di altre blogger. La cosa mi ha sorpreso molto perchè non conoscevo l'esistenza di determinati questioni virtuali!! Sopratutto, spero sempre che dietro grandi lettrici/ori ci siano grandi donne (o grandi uomini) e non mi aspetto nulla di così infantile, come problemi di invidia e maldicenze varie, che fanno tanto blog di make up!! Comunque, se queste sono le basi sulle quali poggiano i blog, meglio che vengano chiusi!
    Sono d'accordo con te su tutto, ma se c'è una cosa che non sopporto nei book blog sono le collaborazioni con le CE!! E questo mi porta anche a non sopportare tutti sti diavoli di romanzi appena usciti e recensiti milioni di volte nell'arco di poco tempo! Tuttavia, è inutile prendersela perchè ognuno ha il proprio modo di agire e comportarsi. Certo, riportare in auge qualche vecchio romanzo non farebbe male ma sembra che oggi sia più interessante la fama e la notorietà piuttosto che la qualità dei propri contenuti e la stima di persone in gamba!
    Comunque, mi piace molto che hai segnalato alcuni blog e il loro modo di far le blogger...è sempre bello conoscere e leggere qualcosa di interessante e originale!
    Grazie di questo post riflessivo!! Aiuta non solo a riflettere ma anche a conoscerti di più!!:)
    Un abbraccio!!

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    1. Cara Nik, il tuo blog è proprio un esempio di quelli a cui pensavo quando parlavo di gentilezza e rispetto nelle tue recensioni: sei accurata e profonda, anche quando qualcosa non ti è paciuto riesci a dirlo con garbo e gentilezza, mettendoti in discussione, ponendoti interrogativi invece di sputare sentenze (come fanno alcune), e questo dice molto su come sei come persona. Invece, le recensioni arroganti e boriose non mi piacciono e mi infastidisco quando dicono: ma io sono sincera. Non è sincerità, è arroganza e boria, questa è la verità!
      E per quanto riguarda la collaborazione con la CE... figurati, io sono così allergica e restia agli obblighi di lettura (che avresti inevitabilmente se ti impegni a leggere le nuove uscite) che non partecipo neanche a challenge, gruppi di lettura etc. Per me leggere è libertà totale!
      Ti abbraccio forte, e grazie per avermi scritto!

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  5. Ciao Eva, anch'io ho sentito parlare di blog chiusi per problemi e litigi ma, come ti ha scritto Nik, neppure io sapevo esistessero queste cose! Il blog è uno spazio personale, e penso vada gestito secondo la nostra personalità e i nostri gusti, anche per dargli quel tocco di originalità che lo permetta di distinguersi, seppur minimamente, dagli altri. Anch'io non collaboro con le c.e. perchè voglio sentirmi libera di leggere quello che voglio e secondo i miei ritmi, però non critico chi lo fa, anche se poi è vero quello che dici tu, che in un determiato periodo escono post tutti uguali, ma d'altronde il rischio è quello... Sinceramente non amo molto quei blog che tendono a "snobbare" i commenti perchè tanto hanno già numerosissimi "lettori fissi", ecco: io i loro post magari li leggo, se mi capita, però non li commento mai, perchè mi piace che si crei un dialogo tra il blogger e i propri lettori, così come amo commentare ed essere a mia volta commentata, ma questo è un pensiero mio, poi le "pubbliche relazioni" ognuno se le gestisca come vuole... buona giornata e grazie per aver segnalato alcuni blog, sono sempre alla ricerca di spazi carini da visitare :-)

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    1. Buongiorno Ariel e grazie per avermi scritto.
      Sono felice che siamo d'accordo su tante cose, il proprio blog è uno spazio personale e ognuno lo gestisce come è più congeniale alla propria natura e ai propri tempi. Io ad esempio impazzirei se dovessi star dietro a ritmi frenetici anche nella lettura, che è il mio momento di svago personale, ma probabilmente c'è chi riesce anzi desidera farsi dettare l'agenda di lettura dalle CE, probabilmente in cambio di libri gratis.
      Se c'è chi lo fa, chi ci riesce, beh buon per loro ma non è la comunità che preferisco frequentare.
      Nelle mie recensioni poi cerco sempre di metterci gentilezza e rispetto, e infatti avrai notato che la stragrande maggioranza dei libri di cui parlo sul blog sono libri che mi sono piaciuti, a vari livelli, ma cerco sempre di trovare qualcosa su cui discutere, su cui mettermi come minimo in discussione. Paradossalmente, considerando il mio modo di approcciarmi alla lettura, trovo senza senso le recensioni del tutto negative: se un libro non mi lascia niente o non mi prende da subito, io neanche proseguo nella lettura, lo lascio lì, ma non mi permetto di stroncarlo e mi interrogo sempre se non sia stato piuttosto l'aver scelto un momento sbagliato per leggerlo, o una mia mancanza di attitudine... Ho sempre ben chiaro in mente che uno dei miei libri preeriti, "Ogni cosa è illuminata", di J.S. Foer, sono riuscita a terminarlo solo la terza volta che l'ho iniziato, dopo ben due abbandoni, per poi innamorarmene per sempre!

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  6. Ciao Eva,
    il tuo post o come l'hai chiamato tu "la lunga riflessione" è molto accurata e non posso fare a meno di commentare dopo averlo letto per intero.
    Putroppo nella blogosfera c'è molta invidia e purtroppo si creano spiacevoli situazioni e quindi capisco la tua rabbia e il tuo sfogo. Personalmente posso dire che io amo lo scambio con le altre persone e non mi piace chi invece lascia i commenti senza risposta perchè non è interessato. Credo che la cosa più bella di un blog, oltre a scrivere, sia proprio questo il contatto e quindi su blog famosi quando ho visto che il mio commento veniva ignorato ho lasciato perdere e se mi capita di leggere non commento più. Cosa diversa per i blog piccoli dove il contatto è diverso e qui cito Ariel e Nik che hanno commentato da te, con loro come con altre si è creato un bel rapporto e adoro parlare con loro di libri.
    Nel mio piccolo collaboro anch'io con CE e quindi capisco benissimo quando dici che a volte lo stesso post si trova ovununque, io cerco di essere sempre obiettiva e a volte quando una lettura della CE non mi piace non scrivo nemmeno una recensione nel blog perchè non mi sento di dire che è bella solo perchè ho ricevuto il libro ma purtroppo non fanno tutti così. Non sono attivissima sui social ma ogni tanto leggo qualche commento qua e là di litigi e scuoto sempre la testa perchè se si parla di libri che cosa c'è da litigare? Si può avere un'opinione diversa ma basta essere gentili e coerenti con se stessi, a volte è anche piacevole parlare con chi la pensa diversamente da te su un determinato libro così si capisce il perchè a te è piaciuto e all'altro no o viceversa.
    Detto questo, scusa il lungo commento, segui la tua strada e fa quello che ti senti perchè infondo il proprio angolino virtuale è un pò come casa nostra e ognuno è libero di fare ciò che vuole

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    1. Buongiorno Susy, bentornata "in casa mia" (come hai fatto notare in modo molto carino, grazie!) e grazie per il tuo commento.
      Nonostante l'amarezza che mi ha spinto a scrivere la mia riflessione, e ti assicuro che ero e sono davvero delusa e dispiaciuta per tante cose che succedono e sono successe, sono molto felice, alla fine, di aver stimolato questa bella discussione, tra persone di formazione, età e inclinazioni letterarie così diverse tra loro.

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  7. Ciao Eva, arrivo un po' in ritardo (come il mio solito) ma arrivo anch'io! Devo dirti che mi trovi in accordo su certi aspetti e in disaccordo su altri. Per quanto mi riguarda penso di essere arrivata a un punto tale per cui come lettrice mi sto evolvendo e piano piano sto abbandonando tutti quei libri che fino a ieri sono stati il mio porto sicuro. E non perchè voglio provare generi nuovi, ma perchè sento che gli YA e i NA di cui tu parli iniziano a starmi un po' stretti. Insomma, 90 volte su 100 mi scappa un "che noia" ogni 3 righe. Il tuo pensiero credo che sia condivisibile da molti ultimamente, e questo è il motivo per cui con grande tristezza diversi blog hanno deciso di chiudere o prendere una pausa. Su una cosa però, ovviamente nel rispetto della tua opinine, mi trovi in disaccordo. Secondo me aver letto i classici non fa di una persona una lettrice o una blogger, ma è quello che fa con ciò che legge a definirla. Io, per esempio, sono una di quelle persone che non si è mai avvicinata a un classico, anzi sono davvero ignorante in materia, eppure mi sento una lettrice fin nelle ossa. Blogger forse un po' meno, ma questo solo perchè trovo davvero difficile riuscire a inserirlo nella mia quotidianità. Da circa un mese sono inattiva (ho perso il conto ormai delle mie sparizioni), ma ho tanta voglia di tornare a scrivere e credo proprio che questo sia il post giusto a cui ispirarmi per cambiare la politica del mio blog e dare una svolta a ciò che scelgo di leggere. Ci saranno sempre YA nella mia vita, ci saranno sempre nuove uscite che mi cattureranno, ma non saranno più l'ossessione di un tempo. Ti mando un forte abbraccio. A presto!

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    1. Ciao Chiara, ti ringrazio molto di aver trovato il tempo e la voglia di commentare il mio post, che sinceramente non mi aspettavo avrebbe avuto una risonanza così ampia (come deduco dai commenti).
      Della tua riflessione mi colpisce molto proprio il punto su cui ci dichiariamo in disaccordo: la lettura dei "classici". Secondo me c'è un grande fraintendimento su cosa sia un classico e quindi di conseguenza un rifiuto a mio parere immotivato ad accostarsi a certe letture. Quando si parla di libri "classici" il pensiero va a volumi polverosi e prolissi, tomi noiosi di autori morti e sepolti, che ci hanno costretto a leggere a scuola e da cui siamo fuggiti appena possibile. Non è quello che intendo dire io, e non è quello a cui mi riferisco quando scrivo di persone che si definiscono lettrici e poi non sanno neanche chi siano certi autori.
      Leggere libri "leggeri" va bene, benissimo. Ognuno legge quello che vuole, ci mancherebbe. Tutti o quasi intendiamo la lettura come uno svago, un qualcosa che si fa per piacere, perché ci fa stare bene: ma dare cinque stelle a qualcosa tipo uno dei vari "disastri" adesso tanto di moda (è solo un esempio), defininedolo stupendo, meraviglioso, immancabile... non è un po' fuorviante nei confronti di chi ha provato a dare spessore alla propria dimensione "letteraria"? Riprendendo una tua espressione che mi ha colpita: se è quello che si fa con ciò che si legge a definirci, cosa si può fare leggendo solo roba tutta uguale, roba priva di intensità, di cura?

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  8. ciao Eva, leggo ora questo tuo post e capisco quello che vuoi dire. Non lo condivido in pieno però, perché alcune letture ora non ho più voglia di farle, come ad esempio i classici, che ho letto molto e apprezzato da ragazza (anche se ora sto finendo Il buio oltre la siepe che ancora mi mancava).Secondo me è giusto essere se stessi sempre e per me ora è importante evadere, grazie anche a libri YA e NA. Non disdegno qualcosa di più impegnativo ogni tanto ma ammetto mi faccio tentare dalle nuove uscite, perché più pubblicizzate. Ma non credo di leggere solo quello, ho una rubrica che si chiama Angolo vintage, che adoro. Io direi che, nel mio caso, mi faccio prendere dall'ispirazione del momento, senza voler essere per forza più brava o più grande. Non voglio leggere cose "per forza" e non lo faccio. Mi dispiace molto questa nuova moda, molto diffusa, di dire non è più come una volta. E' normale, si cambia, nel bene e nel male.
    Dopo questa lunga critica però ti dico che condivido molto il tuo voler essere autentica e lo faccio pure io. E ammetto che ho messo in WL tanti titoli perché consigliati da blogger. Devo anche dire però che so riconoscere un'opinione sincera da una fatta per compiacere una CE.
    Per finire questo commento chilometrico, scusa, spero di non essere nella tua personale lista nera, se così fosse mi dispiacerebbe molto, non mi ritrovo nella tua descrizione.
    Baci e non te la prendere, deve essere un piacere per noi avere un blog!

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    1. Ciao Chiara, ti ringrazio molto per il tuo commento e mi fa piacere che ci sia comunque, anche se in disaccordo, uno scambio di riflessioni utili magari a ripensare certe proprie posizioni e a porsi interrogativi.
      Giusto essere sé stessi, giusto decidere di dare importanza a cose diverse in momenti diversi della propria vita, come ho già detto e scritto ci mancherebbe che la lettura diventasse un obbligo in più rispetto a tutti quelli che abbiamo già nella vita quotidiana. Ognuno è libero di leggere quello che vuole, quando vuole, e di parlarne nel proprio blog (che è - o dovrebbe essere - il proprio angolo indipendente per antonomasia), e di conseguenza attrarre persone affini per gusto e sensibilità.
      Non capisco però quello che dici e quello a cui ti riferisci quando scrivi a proposito della moda di dire non è più come una volta, e come questo si ricolleghi al discorso che stiamo facendo.
      Ti mando un abbraccio.

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  9. Eccomi, arrivo sempre con l'ultimo treno! e non sono solo ritardataria, ma anche una vive fuori dagli intrighi della blogsfera, forse anche troppo. Alcuni fatti che hai citato non li sapevo, mentre sull'omologazione un po' dilagante, beh, quella spesso è palese. E' capitato anche a me in passato di ricevere qualche romanzo digitale dalle CE e di recensirlo in fretta, per cortesia, perchè mi pareva opportuno metterlo primo in lista. Ma ho sempre cercato di essere obiettiva nei giudizi e, ancora di più, ho sempre evitato le stroncature totali e senza appello. In fondo, mi dico sempre, è solo la mia opinione personale, opinione, tra l'altro, di una che nella vita fa e ha studiato tutt'altro!
    Ringrazio Lea che mi ha citata e ringrazio te per questo post assolutamente genuino e sentito! La vita vera è già complicata, non c'è spazio per rivalità e ripicche in quello che dovrebbe essere il nostro "angolino" di quiete!
    Baci xxx Tessa

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    1. Buongiorno Tessa, non sei affatto in ritardo, la discussione è sempre aperta!
      Grazie per aver scritto il tuo pensiero, mi piace sempre come esprimi le tue opinioni e in effetti anche le tue recensioni sono sempre molto interessanti. Soprattutto sono sempre rispettose dell'autore e del suo lavoro - mi viene sempre in mente la frase del critico Anton Ego nel film d'animazione "Ratatouille", che dice "noi sappiamo che c'è molta più anima e vita in una creazione mediocre che nella nostra recensione che la definisce tale". Solo un paio di volte, quando abbiamo letto lo stesso libro, non ci siamo trovate in sintonia nel giudizio, ma credo sia normale, ogni libro risuona diverso a lettori diversi, con vissuti ed esperienze differenti.
      Purtroppo contro l'omologazione dilagante non credo si possa fare molto (e non è solo una questione - banale in fondo, ma forse no - come quali libri leggere). Ognuno nel suo piccolo, conviene cercare di rimanere il più possibile fedeli a sé stessi e alle cose che si ritiene importanti.
      Un bacio a te.

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    2. Immagino che la soggettività del giudizio sia assolutamente fisiologica! E può essere punto di partenza per confrontarsi, che poi è la cosa bella del blog: leggere e confrontarsi, sempre mantenendo toni civili e senza sterile polemica!

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  10. Cara Eva,
    sottoscrivo ogni parola di questa tua lunga riflessione. Sarai stata anche acida, ma il tuo sfogo è del tutto comprensibile e motivato. Quello di cui ti sei stufata ultimamente, io l'ho notato da molto tempo (ma solo perché sono nella blogosfera da un po' più di tempo): l'ondata di libri tutti uguali, con le solite recensioni vuote e poco convincenti, condite da commenti per nulla inerenti al libro o distratti. Ho preso le distanze da tutto questo anch'io, perché come te ero stufa e non trovavo spunti interessanti (o letture veramente interessanti). Questo mi ha portato a frequentare persone diverse (tra i blogger) e a farmi una cerchia di amicizie veramente stimolanti, per quanto riguarda letture e opinioni in merito. Ho anche cominciato a girare per le fiere del libro e a conoscere realtà editoriali molto diverse da quelle super-pubblicizzate. Case Editrici indipendenti, piccole e medie, che hanno saputo darmi un'ottima alternativa al marasma di libri uguali e noiosi che circolano nella grande distribuzione (non tutta, eh...ma in buona parte).
    Tutto questo ha portato me e il mio blog a battere nuove strade e intraprendere nuove letture, meno conosciute sicuramente, ma molto più piacevoli e arricchenti. So benissimo che, proprio per il genere di letture che faccio, il mio piccolo spazio non diventerà mai famosissimo e frequentato dai più, ma la cosa non mi interessa perché io leggo per passione e con passione, seguendo i miei gusti e non quelli della massa, scrivendo nel blog la mia sincera opinione e cercando di trovare all'interno del libro sempre qualcosa di più. Non vado a caccia di visualizzazioni facili, ma preferisco i pochi lettori fissi che ho, che ogni tanto passano perché apprezzano quello che scrivo. Come fai tu.
    Ti ringrazio per le belle parole, che hai usato in questo post, per descrivermi e per i commenti pieni di complimenti che lasci nel mio blog. Lo apprezzo molto e sai che sono tutti ricambiati. Tu fai parte a pieno titolo di quella cerchia di blogger che seguo sempre con molto interesse e da cui prendo nuovi spunti di lettura.
    Con questo mio lunghissimo commento volevo solo farti sentire il mio appoggio e sostegno per quello che hai scritto, che condivido appieno e che mi fa sentire ancora più vicina a te e al tuo modo di vedere le cose nella blogosfera.
    Un bacione e continua sempre su questa strada.

    P.S. Tenendomi a debita distanza dai litigi e invidie dei blogger, non sono a conoscenza del caso che hai citato all'inizio del post. Chi sono queste due blogger che hanno chiuso il loro spazio di recente? (la mia è solo un po' di curiosità)

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    1. Cara Dany,
      grazie delle tue belle parole. Aspettavo il tuo commento ma ero sicura che avresti condiviso la mia opinione e questo perché un po' ho imparato a conoscerti attraverso il tuo blog (ciò non fa che confermare quanta vita e sincerità metti nel tuo angolo e nelle cose che scrivi).
      Devo dire che a volte un po' di acidità è liberatoria, eh!
      Mando un grande abbraccio anche a te, a rileggerci presto.
      PS I due blog che hanno chiuso, a cui mi riferivo, sono "Un'ora di sole" e "La soffitta di Amelia". Erano spazi carini, discreti, non molto frequentati, che alternavano letture più mainstream a titoli un po' più particolari. Mi ha colpito molto il fatto che invece di ignorare e cambiar strada, si possa decidere di chiudere il proprio spazio a causa di invidie, maldicenze, cattiverie... Dev'essere una brutta sensazione.

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    2. Non conoscevo queste due blogger, purtroppo perché a quanto dici erano degli spazi interessanti e affini al mio gusto.
      Le invidie e le cattiverie esistono anche nel web (o soprattutto nel web??), è sempre meglio non farsi coinvolgere e ignorarle, ma deve essere proprio brutto non sopportare più la situazione ed essere costrette a chiudere il proprio blog.
      Alla prossima, un abbraccio.

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  12. Ciao Eva, con un po' di ritardo arrivo anch'io a lasciare un commento su questo post interessantissimo! Innanzitutto grazie, mi ha fatto davvero piacere vedermi citata sul blog. Per il resto, mi trovo perfettamente d'accordo con te su tutta la linea. Anch'io da un po' sto notando una certa ripetitività nei blog che mi spinge a perdere interesse, tanto più se sono blog "famosi" dove si tende sempre a perdere il dialogo con chi li scrive. Ci sono giorni in cui mi trovo la bacheca di blogger sommersa da recensioni di libri tutti uguali e che ai miei occhi non hanno nessun appeal e, sarò anche spocchiosa, ma a volte mi chiedo davvero se questo è tutto quello che legge la gente. Sia chiaro, non è per cercare di darmi un tono, io stessa spazio tra diversi generi letterari e mi capita di leggere anche alcuni YA, anche se raramente mi offrono grandi soddisfazioni (ultimamente sto con mooooolta calma leggendo le Cronache lunari di Marissa Meyer e sì, saga carina, ma sinceramente non riesco a cogliere tutta quella meraviglia e quelle cinque stelle come se piovessero che le affibbiano tutti i blog), ma è quando le recensioni non si scontano mai dai soliti titoli e dai soliti commenti che mi vengono a noia. Per carità, non ho nessuna intenzione di criticare i gusti altrui e mai al mondo mi sognerei di dire che i miei sono migliori, ma ho sempre nutrito una certa intolleranza nei confronti delle "mode". Personalmente ho sempre cercato di leggere quello che mi interessava e accendeva la mia curiosità indipendentemente da quale fosse "il libro del momento", e le rare volte che sono caduta in tentazione ne ho sempre ricavato una delusione. Per cui sono d'accordo con te, preferisco seguire blog meno famosi ma che non seguano la massa e propongano letture più ricercate e recensioni sincere.
    Quello che mi ha sconvolto è invece la questione dei blog chiusi per litigi sorti online. Ho sempre visto internet come uno spazio in cui coltivare le proprie passioni e condividerle con altri in piena serenità, si può discutere, certo, ma quale senso ha litigare? Anche su internet? Non bastano tutti i casini che abbiamo nella vita reale? Purtroppo però ci sono persone che proprio perché su internet si sentono più forti e che non possono fare a meno di mettere zizzania ovunque, ed è una cosa che mi mette sempre una grandissima tristezza :(

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    1. Dimenticavo di aggiungere che a volte ho ricevuto proposte da case editrici ma le ho sempre rifiutate. La lettura e il blog sono per me un piacere, una passione, e non una corsa al successo. Quando leggo e scrivo voglio leggere libri di mio interesse, non che mi sono stati dati per fargli pubblicità, e scrivere di libri che davvero mi hanno appassionato e su cui ho qualcosa da dire, altrimenti – almeno per me – non avrebbe alcun senso.

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    2. Ciao Martina, mille grazie del tuo articolato commento, sono contenta di saperti d'accordo con le mie riflessioni un po' acide e sconclusionate.
      Negli ultimi tempi ho di molto ridotto la mia frequentazione della blogosfera, sia perché avevo raggiunto un certo livello di saturazione (del quale ho parlato), sia perché oggettivamente il tempo libero per me è poco e preferisco leggere poco e bene anche per quanto riguarda i post e gli articoli pubblicati. Anche a me recentemente sembrava davvero che fosse tutto uguale... e soprattutto cominciava a starmi stretta l'arroganza e l'autocompiacimento di chi non si mette in discussione neanche per sbaglio.
      A proposito delle CE: a parte il fatto che a me neanche mi conoscono perché sono minuscola e anonima come blogger, neanche io accetterei di leggere su commissione pur di fare pubblicità. Diverso è il caso di quando sei tu a chiedere libri perché interessata a genere o autore (io comunque non l'ho mai fatto perché non saprei nemmeno da dove cominciare a farlo - tecnolesa come sono), in quel caso dev'essere bello avere a che fare con persone che dall'altra parte del mondo dei lettori interagiscono in modo sincero e rispettoso con te. Non ho avuto mai a che fare - come lettrice - con uffici stampa o editor, le mie uniche incursioni nel mondo degli "addetti ai lavori" sono state con le ragazze della Triskell con cui ho pubblicato qualche cosa di mio, e poi con i librai/editori delle medie e piccole CE quest'anno alla fiera PLPL qui a Roma (memorabile la mia chiacchierata di mezzora con un ragazzo della e/o in seguito alla quale mi sarei comprata tutto il catalogo).
      Un abbraccio da Eva

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