Questi ultimi giorni sono stati molto frenetici e complicati (il rientro al lavoro, la ripresa della scuola del mio bimbo, il freddo gelido di Roma, qualche acciacco di salute...) e quindi sono stata giocoforza un po' lontana dal blog (e dalla blogosfera in generale), non postando niente qui sul blogghino e commentando pochissimo i post che leggevo in giro.
Ho visto però che sono successe alcune cose che mi hanno colpita: prima di tutto, la chiusura inaspettata e drastica di due blog che mi interessavano molto e che mi piaceva seguire, avvenuta per ragioni che le due blogger non hanno spiegato troppo ma che avevano a che fare con invidie e malignità nel mondo dei lit-blog. Sinceramente sono rimasta interdetta: chi mai se lo sarebbe immaginato che ci fossero problemi di questo tipo anche nel mondo virtuale dei blog? Francamente, avendo un blogghino microscopico e ignoto, non mi è mai capitato di imbattermi in questo tipo di problematiche. Essendo io poi totalmente assente dalla sfera social (fb et similia) non ho neanche contezza delle controversie che, ho avuto modo di capire, scoppiano in gruppi di varia natura, e che a volte sfociano in polemiche quando non in veri e propri insulti di cui, francamente, non si sentiva proprio il bisogno.
Un'altra cosa che mi ha colpito molto è stato leggere i recap annuali dei vari blog, e scoprire di avere poco, davvero pochissimo in comune con la maggioranza di essi: non solo in termini specifici, cioè di titoli letti, ma proprio in termini generali, come gusti letterari, generi e autori. La stragrande maggioranza delle recensioni pubblicate nei blog riguarda libri di generi che io non amo per niente (YA/NA in testa), ma soprattutto riguarda quasi sempre libri recenti, recentissimi, in anteprima. A volte capita di vedere lo stesso libro, appena uscito in libreria, letto e recensito da dieci blogger nell'arco di una settimana. Naturalmente ne sono tutte entusiaste, cinque stelle come se piovesse, e non una volta che a me quel libro ispiri anche solo una vaga curiosità.
Ancora, ho cominciato a notare e a sentirmi un po' infastidita dal fatto che la stragrande maggioranza dei commenti ai post nei blog più famosi sono praticamente autoreferenziali: una decina di blogger "scelte" che si commentano a vicenda i post, inserendo in ogni riga riferimenti al loro privato (chiacchierate, soprannomi, complimenti, scherzi) incomprensibili ai più, e intorno una corte di ammiratrici seriali che pendono dalle labbra di certi oracoli per decidere le loro prossime letture. (Beh, rileggendo quello che ho scritto mi rendo conto che è una considerazione molto acida quella che ho appena fatto, ma sinceramente qui nel mio blogghino mi prendo la libertà di scrivere quello che veramente penso, senza nessun tipo di ipocrisie.)
E così, ho riflettuto molto.
Ho riflettuto, e sono arrivata alla conclusione che sono stufa.
Sono stufa di leggere recensioni tutte uguali a libri tutti uguali, senza uno spunto, un guizzo di individualità (e oltretutto, in tanti casi, anche piene di errori di grammatica e ortografia).
Sono stufa dell'arroganza di certe blogger che si permettono di parlar male di libri che loro non hanno apprezzato, senza mettersi minimamente in discussione e, dall'alto della loro fama, sentenziare il loro parere negativo con presunzione e boria.
Sono stufa poi di commenti fotocopia, ah sembra carino, lo metterò in WL, senza nessun tipo di argomentazione critica, sforzo personale e scambio di idee.
Sono stufa di valutazioni numeriche un po' a caso, che scompaiono magicamente dai blog quando iniziano le collaborazioni con le Case Editrici che forniscono la scaletta delle letture e naturalmente esigono la pubblicazione in tempi brevi per coordinare le campagne pubblicitarie e "pompare" le ultime uscite.
Soprattutto sono stufa (ecco che ritorna, all'ennesima potenza, la mia vena acida di cui dicevo prima e forse anche un po' snob) di sedicenti lit-blogger che non hanno mai aperto un classico che sia uno, che non conoscono o non hanno mai letto niente di autori che dovrebbero essere le basi di chiunque si professi lettore, e candidamente confessano di non avere mai saputo nemmeno dell'esistenza di libri che sono pietre miliari della letteratura.
Contraddico in parte quello che avevo scritto nel mio ultimo post, e faccio anch'io un paio di buoni propositi per il mio nuovo anno, come blogger e frequentatrice della blogosfera: d'ora in poi frequenterò solo blog gestiti da persone umili e gentili, che si approcciano alla lettura con curiosità e sincerità e non si mettono su un piedistallo, e leggerò solo post interessanti scritti da persone interessanti: persone con gusti sfaccettati e insoliti, che non si perdano dietro alla moda del momento e che mi diano ricchi spunti di riflessione per ampliare i miei orizzonti di lettrice.
Riconosco che è un buon proposito forse un po' tardivo: avrei potuto accorgermi prima di questa china che stava prendendo la mia frequentazione della blogosfera, e "tagliare" subito i ponti... ma è stato piuttosto un lento stillicidio e una strana e vaga amarezza che ha preso forma proprio negli ultimi tempi, con la chiusura dei blog di cui vi dicevo, e con alcune recenti valutazioni critiche che ho letto con disappunto su due blog molto famosi e frequentati.
La spinta finale a scrivere questo post (di cui, riconosco, a molte di voi non fregherà nulla) è stata rileggere finalmente, dopo vari mesi di assenza dalla blogosfera, un post di Letizia, del blog Mete d'inchiostro. Il suo è uno dei pochissimi blog che amo incondizionatamente, per le sue scelte di lettura così anticonvenzionali e totalmente scollegate dall'urgenza editoriale (libri nuovi! libri appena usciti! la saga di cui tutti parlano!). Ho ripensato agli ultimi post interessanti che ho letto, e nessuno di questi era su blog famosi e pieni di millemila seguaci: lo straordinario "calendario dell'avvento" di Roberta (What we talk about when we talk of books); le recensioni di libri insoliti e gli splendidi resoconti da Più Libri Più Liberi di Dany (Appunti di una lettrice); i lunghi, lunghissimi e personali post di Alice (Some books are) che racconta la sua vita attraverso le pagine dei libri che legge; gli "explicit" fulminanti di Paola (Cose da lettrici); gli articoli insoliti e colti di Martina (Biblioteca al femminile); i viaggi letterari di Babalatalpa (Libri in valigia)...
Leggere è come pensare, come pregare, come parlare con un amico, come esporre le tue idee, come ascoltare le idee degli altri, come ascoltare musica sì, sì come contemplare un paesaggio, come uscire a fare una passeggiata sulla spiaggia.
Roberto Bolaño
Cheers,
Eva














