lunedì 5 marzo 2018

"La Lettura" di lunedì

Buongiorno!

E buon inizio di settimana, che di lunedì mattina non guasta mai. Sì, anche per me il lunedì è sempre difficile ricominciare il solito tran tran, le solite abitudini, svegliarsi presto, correre di qua e di là... soprattutto perché da qualche tempo a questa parte ho iniziato a godere di una bellissima consuetudine della domenica: un bel caffé macchiato e una mezzoretta dedicata a sfogliare la versione cartacea di "la Lettura", il settimanale del Corriere della Sera dedicato a scrittura, arte e cultura (del quale trovate anche un interessantissima e sempre varia versione digitale, QUI).

Ogni settimana trovo spunti interessanti, articoli che leggo ad alta voce a mio marito e mio figlio, inchieste approfondite e soprattutto tanti consigli di lettura, che vanno ad aggiungersi alla mia infinita lista dei desideri.

Ho deciso quindi di condividere qui sul blogghino alcuni dei titoli che mi colpiscono, sperando di poter presto dedicarmi alla loro lettura, e prolungare così fino al primo, triste giorno della settimana una dolce abitudine della mia domenica mattina.

ORIENT, di Christopher Bollen. Orient, sulla punta del North Fork di Long Island, affacciata sul braccio di mare che separa l’isola dal Connecticut. Meno famosa del South Fork, quella degli Hamptons, con relativi magnati dello show business newyorchese, attori e scrittori famosi. In questo paradiso marittimo dei falchi di mare, dei pescatori e delle fioriture selvagge, abitato dalle stesse famiglie da molte generazioni, arriva un giorno da New York Mills, un «drifter», un vagabondo, ex tossicodipendente, ex bambino abbandonato, passato da un affido all’altro. Ospite, in cambio di lavoro, di un signore che possiede una bella casa di famiglia da sgombrare e ristrutturare dopo la morte della madre, Mills viene accolto da subito con molta diffidenza nella comunità locale, tanto più che, dopo il suo arrivo, uno per volta, si cominciano a rinvenire numerosi corpi senza vita. Episodi di violenza mai visti prima nella tranquilla cittadina. Mills, con l’aiuto di Beth, ex artista e moglie in crisi di artista famoso, tornata a Orient dopo anni trascorsi a New York, decide di indagare su una pista parallela a quella della polizia, determinato a capire chi e che cosa c’è dietro il mistero, in una corsa contro il tempo prima che la piccola cittadina finisca per distruggerlo.

E' nella mia lista dei desideri perché... Mi ha colpito per l'articolo (dello stesso autore) che parla dei libri cui è debitore per  la stesura di questo suo romanzo, e poi soprattutto per la splendida copertina, raffinata ed elegantissima. Bollati Boringhieri, una CE che ultimamente mi sta stuzzicando parecchio.

RESTO QUI, di Marco Balzano. L'acqua ha sommerso ogni cosa: solo la punta del campanile emerge dal lago. Sul fondale si trovano i resti del paese di Curon. Siamo in Sudtirolo, terra di confini e di lacerazioni: un posto in cui nemmeno la lingua materna è qualcosa che ti appartiene fino in fondo. Quando Mussolini mette al bando il tedesco e perfino i nomi sulle lapidi vengono cambiati, allora, per non perdere la propria identità, non resta che provare a raccontare. Trina è una giovane madre che alla ferita della collettività somma la propria: invoca di continuo il nome della figlia, scomparsa senza lasciare traccia. Da allora non ha mai smesso di aspettarla, di scriverle, nella speranza che le parole gliela possano restituire. Finché la guerra viene a bussare alla porta di casa, e Trina segue il marito disertore sulle montagne, dove entrambi imparano a convivere con la morte. Poi il lungo dopoguerra, che non porta nessuna pace. E così, mentre il lettore segue la storia di questa famiglia e vorrebbe tendere la mano a Trina, all'improvviso si ritrova precipitato a osservare, un giorno dopo l'altro, la costruzione della diga che inonderà le case e le strade, i dolori e le illusioni, la ribellione e la solitudine. Una storia civile e attualissima, che cattura fin dalla prima pagina.

E' nella mia lista dei desideri perché... Ancora una bellissima copertina, che mi ha attirato subito. E poi, nell'articolo di Paolo di Stefano, un bellissimo approfondimento sui personaggi del romanzo.

JOCA, IL "CHE" DIMENTICATO, di Alfredo Sprovieri. “Nella vita bisogna fare una scelta. Lo so che questo non è il mio paese, ma c’è la libertà da difendere e se nessuno ci prova le cose non cambieranno mai”. Libero Giancarlo Castiglia emigrò in Brasile dalla Calabria a metà degli anni ’50. Dopo un’esperienza come metalmeccanico a Rio De Janeiro, iniziò a collaborare con la redazione del giornale comunista “A Classe Operaria”. Anni difficili, quelli della dittatura militare che depose con la forza il governo del trabalhista João Goulart: il nuovo governo proibì gli scioperi e nel 1965 mise fuori legge le forze politiche avversarie. Castiglia poteva tornare in Italia, ma decise di lottare. Dopo una fase di addestramento in Cina, conosciuto come “Joca”, si mise al comando di un distaccamento della guerriglia rurale in Amazzonia: in soli 69 contro migliaia di soldati. Dopo anni di epiche battaglie Joca e i suoi vennero sconfitti fra il 1973 e il 1974, e sparirono nel nulla a seguito di un imponente rastrellamento. All’inizio del nuovo millennio, però, in una fossa comune vicina al grande fiume Araguaia, viene ritrovato uno scheletro con le mani mozzate: il governo brasiliano ritiene possano essere i resti dell’italiano e organizza una spedizione in Calabria alla ricerca del suo dna. Ma da quel giorno di speranza ritorna il silenzio, nessuno in tutti questi anni ha mai voluto dare alla sua famiglia quello che gli spetta di diritto: il corpo del proprio caro insieme alla verità sulla sua morte. Una storia, sconosciuta ai più, che ricorda per alcuni tratti l’epopea del “Che”, e su cui il giornalista Alfredo Sprovieri ha deciso di fare chiarezza. Introdotto da Goffredo Fofi, il libro racconta le città e le foreste in cui il Plan Condor inghiottì la meglio gioventù sudamericana. Le due parti del saggio sono precedute e seguite da due brevi incursioni di inchiesta vera e propria che ci riportano al tempo presente e rivelano inediti retroscena sulla vicenda.

E' nella mia lista dei desideri perché... E' bastata la parola "Che" nel titolo per attirarmi verso questo libro. Non se ne parlava in un articolo, ma nella pagina di pubblicità della casa editrice Mimesis Edizioni, una piccola realtà lombarda che ha nel catalogo molti saggi interessanti.

Buone letture e, soprattutto, buona settimana!

Eva

3 commenti:

  1. Orient è in prestito e attendo il giudizio della persona che lo sta leggendo, mentre Balzano l'avevo notato anch'io.
    Un saluto da Lea

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    1. Balzano lo vorrei leggere ORA, ma mi sono imposta una specie di moratoria all'acquisto di qualche settimana... sto leggendo Il giudice delle donne, mi ricordo che ti era piaciuto tanto, e ancora una volta i nostri gusti sono molto simili!

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