venerdì 10 febbraio 2017

RECENSIONE - L'omicidio Carosino - Maurizio De Giovanni

Hello!

Oggi ritorno con una recensione, per parlarvi di una breve raccolta di racconti.

RECENSIONE
L'OMICIDIO CAROSINO
LE PRIME INDAGINI DEL COMMISSARIO RICCIARDI
Maurizio De Giovanni



TRAMA: Questa antologia racchiude "L'omicidio Carosino", "I vivi e i morti" e "Mammarella", le prime tre indagini di Luigi Alfredo Ricciardi, il commissario toccato da un potere straordinario e terribile: vedere i morti nel loro ultimo istante di vita. Dall'assassinio di una duchessa all'orrore di un triplice omicidio seriale fino ai misteri oscuri dietro le tende di un bordello, le storie di Ricciardi si dipanano in una Napoli anni Trenta in pieno regime fascista, cupa e affascinante.










 I vivi e i morti, pensava Ricciardi. I vivi sembrano già morti, i morti pensano di essere vivi. Chi sono io, allora? Sono vivo, o forse già morto e nessuno me l'ha detto?

Ho voluto approcciarmi alle indagini del commissario Ricciardi partendo dall'inizio, per farmi un quadro il più possibile completo di questo personaggio che mi ha subito interessato. Avendo letteralmente divorato i volumi della serie dei bastardi di Pizzofalcone, ambientati nella "mia" Napoli contemporanea (prima di trasferirmi qui a Roma, infatti, io e la mia famiglia abbiamo vissuto per quasi sedici anni nella capitale partenopea), mi allettava molto l'idea di dedicarmi a esplorare un ritratto un po' particolare e diverso della città, ritratta al tempo degli anni '30.

Al momento i libri dedicati al commissario Luigi Ricciardi sono 10 (più questa raccolta di racconti), e ho appreso che hanno avuto un grande successo, penso molto meritato perché De Giovanni scrive proprio bene. Questi tre racconti, che raccontano degli "inizi", delle prime indagini del commissario, sono molto belli soprattutto per le caratterizzazioni dei personaggi e degli ambienti, per l'umanità variegata e dolente che il commissario incontra e con cui ha a che fare. I casi che Ricciardi affronta sono intriganti, ma è stata una vera sorpresa per me scoprire che il protagonista di queste storie non è un semplice investigatore: un'aura "soprannaturale" permea le storie, dovute al Fatto (come lo chiama il commissario), e cioè alla sua capacità di vedere i fantasmi dei morti ammazzati, che immortalati per sempre nel loro ultimo momento di vita sussurrano a Ricciardi poche parole, per indirizzare le sue indagini. Ricciardi così risolve i casi apparentemente più insolubili e alimenta il suo straordinario successo come agente di polizia, che gli attira non poche invidie e anche qualche sguardo sospettoso e superstizioso.

Ecco, devo dire che i racconti sono belli, le storie ben costruite, i personaggi caratterizzati benissimo (soprattutto quelli secondari, devo dire)... ma alla fine, se devo essere il più possibile stringata ed esprimere un giudizio sui lavori dal punto di vista del libro giallo in sé, rubo l'espressione che ha usato mio marito quando gli ho raccontato delle indagini del commissario: così sò boni tutti!

Sì, il personaggio di Ricciardi mi ha lasciato una leggera impressione di inutilità: come se non fosse necessario ai fini della storia, come se il suo dono fosse in realtà il vero protagonista, come se fosse solo uno strumento per dare voce ai morti che continuano a restare in mezzo a noi.

Questi racconti mi sono piaciuti, non dico di no. Prima di formulare un giudizio definitivo su questo personaggio voglio però leggere almeno un romanzo, cominciando dal primo (Il senso del dolore. L'inverno del commissario Ricciardi), per vedere che respiro De Giovanni riesce a dare al personaggio e alle sue indagini nello spazio più ampio e ricco rispetto alla dimensione contenuta del racconto.

Cheers,
Eva


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