martedì 30 dicembre 2014

Hello!
Nonostante il freddo quasi polare che attanaglia Roma, la giornata e' stata splendida e soleggiata, e stamattina sono uscita un paio d'ore per fare varie cosette. Il traffico è ancora frenetico, ma a me non dà fastidio passare un po' di tempo da sola in macchina, perché ho notato che guidando mi vengono delle belle idee per le scene delle mie storie, oppure ispirazione per i personaggi, e così via.
In questi giorni sto lavorando ad una storia "riciclata", per così dire: un paio d'anni fa avevo abbozzato la mia prima prova di scrittura, e da vera incosciente e presuntuosa mi ero lanciata nientedimeno che in un romanzo, ambientato a Boston (città dove ho passato qualche giorno in vacanza, cinque anni fa), protagonisti due trentenni americani... Naturalmente mi ero arenata quasi subito, totalmente priva dei rudimenti della tecnica, incapace di spingere avanti la storia, e avevo abbandonato del tutto il progetto. In questi ultimi due anni poi ho deciso di dare un po' più di concretezza alla mia scrittura, a quello che è diventato ormai il mio hobby per eccellenza. Che non sia quello che si fa per vivere, ma "solo" quello che si fa nel tempo libero, non vuol dire che non lo si debba fare al meglio delle proprie possibilità, no? Pensiamo a chi ama lavorare a maglia, o a chi fa cake design: si fanno corsi, stage, si sperimenta, si sottopongono le proprie "creazioni" al giudizio degli altri...
Senza ammantarmi di arie "artistiche", senza arrogarmi il diritto di dirmi una scrittrice solo perché ho preso la penna (il mouse) in mano e ho messo qualche parola una dopo l'altra sul foglio (sullo schermo), ho però pensato che forse qualcosa di concreto potevo farlo: ho seguito un corso di scrittura creativa, ho provato ad esercitarmi, a mettermi alla prova, e il risultato, nel corso del 2014 ormai agli sgoccioli, sono stati i tre racconti che Francy è stata così carina da pubblicare sul blog La Mia Biblioteca Romantica, che è diventata il mio faro per le letture di genere. L'ultimo, Christmas in Killarney, è quello con cui ho partecipato alla rassegna Christmas in Love 2014. Sugli altri due tornerò più in là, magari qualcuna ha voglia di sapere un po' di più su come sono nati e da dove ho preso l'ispirazione per i protagonisti (Gio' e Tommaso, Daniela e Massimo).
Nel frattempo, ho provato a cimentarmi con due storie un po' più lunghe, due che in gergo tecnico vengono chiamate "novelle" o "romanzi brevi" (in genere, manoscritti composti di un numero di parole compreso tra 10000 e 40000 - ma è una definizione un po' aleatoria). Magari in modo davvero presuntuoso, le ho mandate in lettura a tre case editrici che mi sembra abbiano in catalogo storie simili alle mie. Le due novelle sono in valutazione da quasi tre mesi, quindi io voglio credere che sia ancora troppo presto per avere un qualsiasi riscontro. Ovvio che spero sia positivo, non fingerò certo che non mi importa e che non sarebbe bellissimo vedere il mio lavoro "accettato" da professionisti nel settore. Se però non sarà così, superata la delusione (passatemela!) mi farà comunque piacere provare a diffondere lo stesso le mie storie, magari "a puntate" su questo stesso blog... Vedremo.
Nel frattempo, come dicevo più su, in questi giorni di freddo gelido mi sto divertendo a rielaborare la mia prima storia. La sto riducendo drasticamente alla dimensione di un racconto perché mi sono accorta che questa formula mi piace molto. Sto cambiando completamente l'ambientazione, riportando la vicenda in Italia perché mi sento molto più a mio agio, da italiana, a parlare "in italiano" in termini di città, abitudini, cibo e luoghi. Infine, sto adattando la trama ai personaggi, il cui carattere sto un po' modificando, perché rileggendo il mio vecchio lavoro mi sono resa conto che erano davvero troppo stereotipati.
Cosa sto tenendo di quella mia prima parziale stesura? Beh, l'immagine mentale che avevo dei protagonisti è la stessa; alcune scene in cui i due interagiscono mi sembrano ancora abbastanza buone, e sto cercando di riadattarle al nuovo svolgersi della trama, anche se, come mi ha detto la mia insegnante di scrittura creativa, RIscrivere qualcosa di proprio è persino più difficile che scriverlo per la prima volta; e il periodo in cui la storia è ambientata è rimasto lo stesso: un piacevole, dolce, caldo, incantevole, delizioso, desiderabile inizio d'estate...

Tra le varie cose che dovevo fare stamattina, c'era comprare i regali per i bambini della coppia con cui trascorreremo, in un paesino
medievale del basso Lazio, un paio di giorni intorno a capodanno, inclusa la notte di S. Silvestro.
Dovunque voi sarete, a mezzanotte di quella magica notte, vi auguro di avere intorno amici, familiari e persone che amate. Ci risentiamo nel nuovo anno: spero che sia per tutti noi splendido.

Bhliain nua sásta!

Cheers, Eva.

domenica 28 dicembre 2014

Hello!
Spero che abbiate trascorso un Natale scintillante e divertente insieme a chi amate.
Io, dopo un periodo di festeggiamenti un po' sottotono per via di un'influenza cattivissima che ha colpito mio marito, di giochi sparsi per tutta la casa e di pigre mattinate in pigiama, mi preparo ad affrontare la temutissima ondata di gelo polare prevista su Roma per i prossimi giorni. Sotto il nostro grande albero di Natale, che campeggia brillando di rosso e bianco al centro del salotto, è rimasto ancora qualche pacchetto, per gli amici che ancora non abbiamo avuto modo di incontrare...
Uno dei regali che ho piu' gradito quest'anno è stato vedere il mio racconto natalizio "Christmas in Killarney" pubblicato sul blog La Mia Biblioteca Romantica (grazie ancora, Francy!), nella rassegna "Christmas In Love 2014", insieme a tanti altri la cui qualità media è, lasciatemelo dire, altissima. E' stato un privilegio vedere il mio nome insieme a quello di altre autrici così brave, ed è stata una vera emozione leggere i commenti positivi che tante amiche hanno lasciato sotto il mio racconto.
All'interno della rassegna, nel giorno di Santo Stefano è stato pubblicato "Mille piccole luci", di Velo Nero. Beh, che dire... un racconto bellissimo, secondo me il più bello finora apparso nella rassegna tra quelli delle mie "colleghe" romantiche. Il suo stile fresco e spigliato, i suoi personaggi irresistibili, l'intreccio realistico, credibile e ben costruito, l'ambientazione francese così insolita, me l'hanno fatto apprezzare davvero molto. E' un racconto davvero nelle mie corde, e ringrazio davvero tanto Velo Nero per avercelo regalato.
Con la mia storia di Viola e Guido, mi piacerebbe aver regalato a qualcuno lo stesso tipo di emozione e divertimento. Amo molto questi miei due personaggi, e spero che siano piaciuti anche a voi.
Cheers, Eva.

sabato 20 dicembre 2014



Hello!
Sul blog La Mia Biblioteca Romanticaè stato pubblicato il mio racconto Christmas in Killaney.
Vorrei fare una confessione: io non sono una scrittrice.
Nella vita faccio tutt'altro, in un campo diametralmente opposto alla letteratura, però da qualche anno, e non riesco ancora a capire bene come mai, in me è scattato qualcosa che mi spinge a mettere per iscritto le storie che cominciavano a ronzarmi in testa.
Storie d'amore.
Storie che parlano di persone che si innamorano, soffrono, faticano e alla fine riescono ad arrivare alla felicità.
Com'è nata quella di Viola e Guido?
Sono partita da piccole cose vere, legate una all'altra in modo impercettibile.
Guido è ispirato in parte ad una persona reale, che però io non conosco. Ho un caro amico che vive lontano, che fa il manager di un gruppo musicale italiano che suona musica... irlandese. Da un anno questo mio amico mi rende partecipe della vita artistica dei suoi amici: foto, video... Il cantante di questo gruppo assomiglia un po' all'attore Matthew Goode, che è stato il protagonista di "Una proposta per dire sì", ambientato in gran parte in... Irlanda.
Viola è nata cercando un viso. Avevo in mente una protagonista femminile, il suo carattere, il suo essere particolare, allegra e insolita, ma non riuscivo a visualizzarla, finché per caso, partendo da alcune ricerche che stavo facendo sulle serie televisive firmate BBC, non mi sono imbattuta in "Merlin", una serie su re Artù, i cavalieri della tavola rotonda, il mago Merlino... Una delle protagoniste è Katie McGrath... è lei, ho pensato. Capelli lunghi, occhi chiari, sorriso allegro, ed è... irlandese!
Ho cominciato a pensare: Irlanda... Irlanda... Irlanda...
Nel frattempo, è arrivato il freddo, in TV all'improvviso sono cominciate le pubblicità natalizie, e ho pensato: come posso portare queste due persone a Natale, in Irlanda? Ho digitato Christmas e Ireland su Google, e uno dei primi risultati è stato un articolo sul Natale a Killarney (Cill Airne in gaelico), una bella cittadina del sudovest dell'isola di smeraldo, dove tra l'altro io e mio marito avevamo passato un paio di giorni nel nostro tour irlandese, otto anni fa. Ho immediatamente ritirato fuori le nostre foto di viaggio, e nel frattempo mi sono immersa in pieno nell'atmosfera natalizia evocata dagli articoli che leggevo sul festival di Natale che si svolge ogni anno in città. Ho scoperto che una delle canzoni natalizie più popolari d'Irlanda si intitola proprio "Christmas in Killarney" (ascoltatela qui), e ho cominciato a mandarla in loop continuo sul mio iPod, tanto che anche mio figlio di 7 anni se n'è innamorato e ha cominciato a canticchiarla incessantemente (a modo suo):
The holly green, the ivy green,
The prettiest picture you've ever seen
Is Christmas in Killarney
With all of the folks at home
L'ultimo verso in particolare mi dava molta emozione: con tutti i ragazzi a casa... Ho cominciato a pensare che forse Guido poteva essere di casa in Irlanda, anche se volevo mantenere ben chiara l'impronta italiana del racconto, e allora ho immaginato che fosse nato lì, e che parte della sua famiglia fosse ancora lì. E quando ho cominciato ad ascoltare un'altra canzone irlandese molto popolare sul ritorno ("When The Boys Come Rolling Home", qui nella versione dei Dubliners)... ecco l'idea di due fratelli che tornano a casa per Natale.
Volevo mettere Viola in una situazione difficile. Lei ama la vita, è sempre allegra, divertente, ottimista, di buonumore. Ama i colori accesi, la musica ad alto volume, e ovviamente il Natale, anche nelle sue forme più kitsch ed esagerate. E si trova di fronte ad una persona completamente diversa da lei, un uomo freddo, impenetrabile, chiuso e distaccato, con cui nessuno dei suoi tentativi di instaurare un rapporto di qualsiasi natura va a buon fine. Lei è molto frustrata da questo... Ma se avevo ben chiara quale dovesse essere la natura del contrasto tra i due, ci ho messo un po' a capire come dare a Guido un buon motivo per essere così.
E mi è tornata in mente la storia di una persona che conoscevo, tanti anni fa. Un ragazzo, un po' più grande di me che all'epoca frequentavo l'ultimo anno dell'università, e che aveva lo stesso atteggiamento di Guido, cupo e disilluso nei confronti della vita. Un tipo un po' alla "bel tenebroso", capelli e occhi scuri, sguardo deciso, un po' arrogante, molto consapevole della sua bellezza e di quanto fosse irresistibile per una ragazzina ingenua e romantica come me.
Beh, come ho scoperto dopo un po', lui un motivo per essere così ce l'aveva. Gli era successo esattamente quello che è successo a Guido: è stato tradito e ingannato dalla sua ragazza, che lo aveva sposato sapendo di aspettare un bambino non suo. E poi dopo un anno, tutto quello in cui lui credeva gli si era sgretolato attorno.
Certo che era freddo e duro con tutti, certo che non rideva mai.
Come tutte le storie che nascono prima dell'incontro con l'uomo giusto (e quando lo incontri, lo sai), quella mia cotta non ha portato a molto più che un paio di uscite, qualche telefonata sempre più rara, fino ad un addio dato in una cabina telefonica (allora non esistevano i cellulari).
Ricordo ancora le ultime parole che gli dissi:
«Va beh, lascia perdere». E poi riattaccai.
Credevo che mi avrebbe richiamato... non l'ho mai più sentito. Per fortuna, direi, perché io i tipi tormentati e tenebrosi li reggo poco, e comunque di lì a qualche anno avrei incontrato quello che ora è mio marito, e sarebbe stata tutta un'altra storia.
Erano anni (non oso immaginare quanti) che non ci pensavo più, e quel ricordo mi ha fatto sorridere per la tenerezza.
Beh, volevo dare una possibilità a Viola e Guido.
Volevo vedere se riuscivo a far superare a Guido la paura che ti paralizza, quella di rimettere di nuovo in gioco tutto quello che hai, per rischiare ancora. E volevo vedere l'emozione di Viola nello scoprire che, in realtà, Guido non sa fare a meno di lei, anzi, che Guido ha bisogno di lei e della sua gioia, per ritornare a sperare.
Mentre scrivevo, ho cercato di capire un po' di più su due argomenti che mi hanno affascinato in questi anni, da quando mio marito ed io, allora con nostro figlio ancora nella pancia, facemmo come ho detto prima un bellissimo tour on the road in Irlanda: la lingua gaelica e la riverdance.
Magari potrei parlarne in un prossimo post.
Per ora, Nollaig Shona Dhuit a tutte!
Cheers,
Eva

PS Ecco come io ho immaginato Viola:

e Guido:


giovedì 18 dicembre 2014

Hello!
Sabato 20 dicembre, sul blog La Mia Biblioteca Romantica, verrà pubblicato il mio nuovo racconto natalizio:
"Christmas in Killarney"
Ecco la splendida copertina che Francy ha preparato per il racconto:


Grazie Francy, è davvero meravigliosa!
A presto con la storia di Viola e Guido.
Cheers,
Eva

martedì 16 dicembre 2014

Hello!
Francy (LMBR) ha pubblicato un "promo" del mio racconto natalizio "Christmas in Killarney", che parteciperà alla rassegna "Christmas in Love 2014".
Se siete curiosi di leggere la storia di Viola e Guido, nei prossimi giorni fate una capatina nel suo splendido blog.
Cheers,
Eva