giovedì 14 aprile 2016

Link Party... e libri emozionanti!!

Hello!

La mia amica Sophia del blog Sofàsophia mi ha invitato ad una festa!


Qui il link diretto per partecipare. Nel caso di questo Link Party, si ha l'occasione di conoscere anche blog su argomenti diversi dai libri e dalla lettura.


Rimanendo però nel nostro amato mondo di carta, sono rimasta molto colpita da un post letto ieri sul blog di Tessa, molto interessante e che seguo spesso. Il post parlava di libri "emozionanti", di quelli che ci fanno commuovere e piangere senza ritegno. Amo i libri così, quelli così intensi e potenti da rimanerci impressi nell'anima. A questo proposito, oggi vi posto un paio di

MINIRECENSIONI

MOLTO FORTE, INCREDIBILMENTE VICINO
Jonathan Safran Foer

 
TRAMA: A New York un ragazzino riceve dal padre un messaggio rassicurante sul cellulare: "C'è qualche problema qui nelle Torri Gemelle, ma è tutto sotto controllo". È l'11 settembre 2001. Tra le cose del padre scomparso il ragazzo trova una busta col nome Black e una chiave: a questi due elementi si aggrappa per riallacciare il rapporto troncato e per compensare un vuoto affettivo che neppure la madre riesce a colmare. Inizia un viaggio nella città alla ricerca del misterioso signor Black: un itinerario ricco di incontri che lo porterà a dare finalmente risposta all'enigmatico ritrovamento e ai propri dubbi. E sarà soprattutto l'incontro col nonno a fargli ritrovare un mondo di affetti e a riaprirlo alla vita.



Ho trovato questo libro sincero, emozionante e molto molto ben scritto. La vicenda di Oskar e' dolce e struggente, io mi sono commossa e ho trovato questo libro veramente all'altezza di "Ogni cosa e' illuminata", che mi aveva folgorato. Il finale è potente, perfetto: uno dei migliori mai letti.


SETTE MINUTI DOPO LA MEZZANOTTE
Patrick Ness




TRAMA: Il mostro si presenta a Conor sette minuti dopo la mezzanotte. Puntuale. Ma non è il mostro che Conor si aspettava, l'orribile incubo fatto di vortici e urla che lo tormenta ogni notte da quando sua madre ha iniziato le cure mediche. Questo mostro è diverso. È un albero. Antico come una storia perduta. Selvaggio come una storia indomabile. E vuole da Conor la cosa più pericolosa di tutte. La verità.




Uno dei piu' bei libri letti quest'anno, forse il migliore. Tante lacrime, e benedette, perche' a volte piangere (di emozione, di tristezza, di commozione) fa bene agli adulti, li fa ritornare puri e vibranti come quando si era piu' piccoli, e tutto era assoluto. Ho più di 40 anni, ma questo libro "per ragazzi" mi ha parlato: di amore, e di rabbia, e di persone, le piu' importanti al mondo.

Cheers,
Eva


martedì 12 aprile 2016

25 Fatti libreschi su di me

Hello!



Questo è un post un po' diverso dal solito perché... parla di me! Sono stata infatti nominata da Ariel del blog L'angolo di Ariel per il mio primo tag, che consiste nel raccontare qualcosa di sé e del proprio rapporto con i libri, con la lettura, e in generale con questo universo di emozioni che è la grande avventura del leggere.

Ringrazio moltissimo Ariel per aver pensato a me (qui trovate il link diretto alla sua carinissima lista), ed ecco qui i miei 25 fatti "libreschi": confesso che non è stato facilissimo arrivare a riempire la lista, però alla fine ci sono riuscita. Se avete voglia di sapere qualcosa in più su di me e su quello che mi lega ai libri, ecco qui...

1) Il mio libro preferito, quello che porterei con me sulla classica isola deserta se mi fosse permesso di portarne solo uno, è "Il Signore Degli Anelli", di J.R.Tolkien: non mi stanco mai di rileggerlo, ogni volta ci trovo qualcosa di nuovo.

2) Dopo un'iniziale diffidenza nei confronti dei supporti elettronici, ne sono poi stata conquistata e adesso leggo indifferentemente su carta, iPad, Kindle, eReader... basta che il libro mi appassioni, il supporto non mi interessa.

3) Per i libri cartacei ho lo stesso segnalibro da quasi vent'anni: una cartolina d'autore che mi ha regalato mio marito quando eravamo fidanzati.

4) Se un libro non riesce a "prendermi", lo abbandono senza pietà. Non capisco proprio chi ha l'imperativo morale di finire anche i libri che non gli piacciono: la lettura è un piacere, non può essere un sacrificio.

5) In ogni città nuova in cui vado, entro in una libreria per comprare almeno un libro come ricordo del viaggio. Mi piace poi ritrovarlo nei miei scaffali e pensare: "Ah, questo l'ho preso a..."

6) Per scegliere un libro cartaceo, quasi sempre non è l'incipit che mi conquista: per quanto possa sembrare strano, leggo la pagina 111 e se questa mi convince, il libro è mio.

7) Adoro leggere praticamente ovunque: in treno, in coda alla posta, nelle sale d'aspetto, mentre faccio cyclette... l'unico posto in cui non riesco a leggere è in macchina: mi viene il mal d'auto!

8) Non mi piace l'idea di leggere un libro nel contesto di Reading Challenge, gruppi di lettura o simili.

9) Amo scrivere ai miei autori preferiti, e conservo le loro risposte come regali preziosi.

10) Mi piace moltissimo rileggere i libri che ho più amato, anche più volte.

11) Preferisco i libri in brossura a quelli con la copertina rigida, e per questi ultimi, poi, detesto visceralmente la sovraccoperta.

12) Non mi piace prestare libri né riceverne in prestito.

13) Il mio libro tabù è "Il maestro e Margherita", di M. Bulgakov. Mai iniziato nonostante tutti me lo consiglino come un capolavoro che non posso assolutamente mancare. Non so assolutamente dire perché non l'abbia ancora letto.

14) Se un autore inventa un personaggio che poi diventa ricorrente (ad esempio un investigatore, un poliziotto...), non riesco a cominciare la serie da uno qualunque dei libri che la compongono: devo assolutamente iniziare dal primo e continuare poi in ordine cronologico.

15) Adoro Harry Potter, ma non è più il mio libro per ragazzi preferito, da quando ho scoperto la saga di Bartimeus di Jonathan Stroud.

16) Odio le librerie ordinate per casa editrice: intere sezioni di scaffali tutte uguali mi mettono tristezza. Meglio, molto meglio il caos colorato degli accostamenti casuali.

17) Il carattere con cui è stampato un libro è cruciale per me: ci sono romanzi che ho comprato per la trama interessantissima, ma che non riesco a cominciare perché non mi piace il font. Per questo, lunga vita ai libri elettronici: la prima cosa che faccio è cambiare il carattere ("Iowan" forever!).

18) Da ragazzina adoravo le avventure mistery di Nancy Drew, detective. Conservo ancora gelosamente i volumi gialli della serie, su cui ho passato interi pomeriggi sdraiata in camera mia...

19) Leggo praticamente ogni genere di narrativa, ma non riesco a farmi piacere i saggi e le biografie. Due rare eccezioni per queste categorie: "Il mondo senza di noi", di A. Weisman, e "Frida Kahlo", di R. Jamis.

20) Uno dei regali "librosi" più belli che abbia mai ricevuto è stata la MIA edizione originale (del 1980) de "Il mago di Oz" a fumetti, che avevo quando ero bambina e che mio marito ha recuperato dalla cantina dei miei e restaurato in gran segreto.

21) Amo vedere i film tratti dai libri che mi sono piaciuti, così come mi piace fare il mio personale casting delle storie più appassionanti che leggo.

22) La scrittrice del passato che vorrei conoscere è Jane Austen: vorrei parlare con lei, chiacchierare amabilmente mentre sorseggiamo una tazza di té, e magari domandarle dove ha colto l'ispirazione per scrivere i suoi capolavori.

23) Ho comprato il primo libretto a mio figlio quando lui aveva sette mesi: aveva un gorilla sulla copertina. Da allora, non ho mai detto di no quando lui mi chiede: "Mamma, mi compri questo libro?"

24) Se vedo qualcuno che legge un libro vicino a me, in metropolitana, in treno o in una coda, cerco in ogni modo di capire che libro è (spesso maldestramente, con risultati imbarazzanti).

25)E per concludere...

Grazie per il vostro interesse a me e ai miei "fatti libreschi", che vi ha spinto ad arrivare fin qui.

Alla fine del tag, invito a partecipare alcune amiche blogger che ho conosciuto proprio grazie a questa mia avventura nella blogosfera. Sono persone simpatiche, che seguo da un po' perché hanno sempre tante cose interessanti da dire, e quindi mi piacerebbe sapere di più su di loro e sul loro rapporto con i libri.

* Aquila Reale del blog Penna d'Oro
* Sophia del blog Sofàsophia
* Cuore del blog Il Cuore in un Libro
* Sveva del blog Lady Eiry

Cheers,
Eva

domenica 10 aprile 2016

Hello!

La letteratura cosiddetta "di genere" ha, è vero, dei canoni ben precisi, che a volte sono un po' soffocanti e fanno sembrare le storie un po' tutte uguali. E' difficile, nel mare magnum delle nuove uscite in libreria, individuare qualcosa che sia diverso dal resto, che spicchi per originalità, brillantezza e profondità. Soprattutto nel genere romance, che adesso va tanto di moda.
Spesso i personaggi sono dei cliché, tanto irritanti quanto irreali. Cerco qundi di essere il più possibile selettiva quando mi avventuro in questo mondo tipicamente "femminile", muovendomi il più delle volte all'interno di un cerchio abbastanza ristretto di autrici ormai collaudate, che sicuramente non mi deluderanno.

Oggi vi propongo una lettura solo apparentemente "leggera". Il penultimo romanzo uscito in Italia di una scrittrice statunitense che amo molto...

RECENSIONE

NEI TUOI SOGNI
Kristan Higgins


TRAMA: Manningsport, stato di New York. Quando Emmaline Neal viene invitata al matrimonio del suo ex fidanzato a Malibu, decide che non può assolutamente andarci da sola. Come fare? La soluzione sembra essere quella di farsi accompagnare da Jack Holland - alto, biondo e bellissimo - che non si tira mai indietro quando c'è da aiutare una fanciulla disperata. Jack sa bene come vanno queste cose, dunque non si farà certo idee strane.
Da parte sua, lui ha bisogno di una scusa per lasciare la città: da quando ha salvato quattro persone è diventato una sorta di eroe e tutta questa attenzione sta cominciando a infastidirlo; inoltre deve decisamente sfuggire alle grinfie della sua ex moglie che vorrebbe una riappacificazione. Emmaline gli è sempre piaciuta. Ha bisogno di un cavaliere per il weekend? Nessun problema.
Non hanno fatto i conti, però, con il vino rosso a disposizione e con una fantastica torta al cioccolato, unici responsabili, secondo Emmaline, del fatto che sono finiti a letto insieme. Si è trattato di una sola notte, che non si ripeterà. Oppure no?
Jack vuole di più e se Emmaline decidesse di abbassare la guardia potrebbe ritrovarsi con il cuore spezzato o scoprire che lui è davvero l'uomo dei suoi sogni.

Confesso: sono una vera e propria Higgins-addicted, quindi sono molto molto felice che la Harlequin abbia deciso di continuare a tradurre e pubblicare in Italia i volumi della serie Blue Heron. Rimane sempre il rimpianto che, probabilmente, i suoi libri stand-alone precedenti (come quello che è - secondo me - il suo capolavoro "Somebody to love") tarderanno un bel po' prima di arrivare sul nostro mercato... ma accontentiamoci!
Accontentiamoci per modo di dire, perché questo quarto volume dedicato alla famiglia Holland, proprietaria dei vigneti omonimi nella piccola cittadina di Manningsport, è veramente un gioiellino e lo consiglio a tutte.

Come i precedenti della serie Blue Heron, si può leggere bene da solo ma i personaggi secondari sono ricorrenti per tutta la serie, quindi aver già letto i precedenti può aiutare a farsi un'idea della "grande famiglia" di cui la Higgins ci sta raccontando da qualche anno.

Come sempre infatti non manca una folla di caratteri secondari che non agiscono solo da comprimari o da spalle. Essi arricchiscono mirabilmente l'intreccio del romanzo e sono rappresentati a tutto tondo, proprio come i protagonisti, che in questo "Nei tuoi sogni" sono Jack, l'unico figlio maschio degli Holland ed erede della grande tradizione vinicola della famiglia, ed Emmaline, poliziotto della città.
Jack è... l'uomo perfetto. Bello, generoso, forte, responsabile. Il beniamino dell'intera città, l'uomo dei sogni di quasi tutta la popolazione femminile di Manningsport al di sotto dei 90 anni, colui che in breve diventa anche l'eroe della cittadina per il gesto coraggioso con cui salva alcuni ragazzi dopo un incidente stradale. Ma le conseguenze di questo gesto saranno imprevedibili e addirittura dolorose, tanto che anche Jack (e finalmente, direi io) si troverà a dover affrontare fantasmi e tormenti interiori che "sporcano" un po' la sua altrimenti perfetta esistenza. Il suo rapporto con la ex-moglie è emblematico della sua natura: per tutto il libro avrei voluto prenderlo a schiaffi, spingerlo a reagire, a rendersi conto di quello che stava rischiando di perdere a causa della sua esasperante tendenza a prendersi cura di chi, forse, non sa far altro che approfittarsene.

E poi c'è Emmaline.
Un personaggio femminile, a mio parere, splendido.
Una donna tosta, forte, autonoma, ironica e sensibile ma anche tenace e coraggiosa, che è capace di amare con tutto il suo cuore ma allo stesso tempo, dopo aver affrontato tanta sofferenza nella sua esistenza, non ha più bisogno di un eroe, di un principe azzurro che la salvi, o di un cavaliere che la tenga al riparo dalle difficoltà e dai dolori della vita.

 
«...Tu sei Jack Holland. Tutti ti amano.» Le lacrime le punsero gli occhi. Stupida, stupida, stupida. «E tu non proverai mai lo stesso per me, e vuoi sapere perché?»
«Avverto una trappola.»
Non era il momento per le battute. «Perché io non sarò mai una donna che ha bisogno di essere salvata. Se mi slogo una caviglia, so bendarmela da sola. Se il mio vegliardo animale domestico muore, non mi abbarbico a te come un pitone. (...) Quindi, suppongo di non essere il tuo tipo. Tu ami fare il cavaliere dalla bianca armatura, e io non ne ho bisogno. (...)»

Dite quello che volete ma a me, una che è in grado di dire così, di dire non ho bisogno che tu ti prenda cura di me all'uomo di cui è innamorata, perché non ha intenzione di rinunciare alla sua fierezza e alla sua autonomia, sta simpatica da morire.
Ovviamente, trattandosi di un libro d'amore, il lieto fine è assicurato, ma non è banale o scontato, oh no. Jack deve cambiare, per poter scrivere il loro "e vissero felici e contenti", deve finalmente maturare, crescere, e questo nonostante abbia dimostrato per tutta la vita di essere, evidentemente solo in apparenza, il più maturo dei fratelli Holland.
Non tutto è perfetto in questo libro, intendiamoci. Ci sono un paio di episodi forse un po' esagerati, che sembrano progettati apposta per spingere a fondo sul pedale dell'eccesso, cose un po' troppo "americane", per così dire (ad esempio, la festa in piscina in uno dei primi capitoli), ma sono cose minori, piccole sbavature che non intaccano la costruzione impeccabile dell'intreccio, la brillantezza dei dialoghi e il realismo delle storie d'amore e di famiglia di questo romanzo e dell'intera serie.


Cheers,
Eva

sabato 9 aprile 2016

Hello!

Stavo leggendo i nuovi post di alcuni dei blog letterari che seguo con piacere, da quando mi sono lanciata in questo bel modo virtuale, e in particolare un post di Chiara di Strawberries & Books (mmm... fragole e libri... a fatica riesco ad immaginare un abbinamento migliore di questo, soprattutto adesso che la primavera è nell'aria) mi ha colpito molto e mi ha fatto pensare...

Tra i libri consigliati da Chiara per una giornata di pioggia, c'è un romanzo "per ragazzi" di Patrick Ness che, mi sono ricordata, ho letto qualche anno fa come "compito" da parte della mia insegnante di scrittura creativa. Tra le altre cose, dovevo scriverne una breve recensione da condividere con i compagni di corso, e per me fu molto facile dato che era una cosa che per abitudine già facevo per ogni libro che leggevo. Così, ho recuperato dal fondo di una scatola il quadernino su cui negli anni scorsi ho scritto, rigorosamente a mano, le "minirecensioni" dei libri che mi colpivano, in positivo o in negativo, e ho pensato che potrebbe essere una cosa carina proporne qualcuna qui sul blogghino ogni tanto.

Ecco quindi le mie prime...

MINIRECENSIONI

SOTTO LA CITTA'
Arnaldur Indridason

TRAMA: C'è un biglietto dal significato misterioso accanto a corpo del vecchio Holberg, trovato col cranio sfondato nel suo appartamento di Reykjavik. Al commissario Erlendur, solitario cinquantenne divorziato, a cui vengono affidate le indagini, sembra un caso banale, ma non appena comincia a scavare nella vicenda emergono sul conto dell'uomo dettagli inquietanti che conducono a un passato torbido, fatto di stupri e di perversioni. Ma non solo. Indizio dopo indizio, Erlendur scoprirà che sotto una città apparentemente tranquilla si cela un mondo sotterraneo, macabro e sconosciuto: la "città dei barattoli", la sezione della facoltà di Medicina in cui un tempo venivano conservati organi umani a scopi scientifici e didattici...

Per chi e' stato in Islanda, per chi la adora, per chi non c'e' mai stato e ne e' affascinato. Per chi ama i bei libri, forti, da pugno nello stomaco. E' un libro impressionante, misurato, non una parola di troppo, non una parola di meno del necessario. Veramente un gran bel libro, da leggere assolutamente. E, consentitemelo, complimenti per la traduzione: rendere in italiano le magie e le atmosfere di un libro del nord, cosi' buio e teso, e' stata anch'essa una piccola grande magia.






OGNI COSA E' ILLUMINATA
Jonathan Safran Foer

TRAMA: Con una vecchia fotografia in mano, un giovane studente ebreo americano intraprende un viaggio in Ucraina alla ricerca della donna che (forse) ha salvato suo nonno dai nazisti. Ad accompagnarlo sono il coetaneo Alex, della locale agenzia «Viaggi Tradizione», suo nonno – affetto da una cecità psicosomatica ma sempre al volante della loro auto – e un cane puzzolente. Il racconto esilarante, ma a tratti anche straziato, del loro itinerario si alterna a una vera e propria saga ebraica, che ripercorre la storia favolosa di un villaggio ucraino del Settecento fino alla distruzione avvenuta a opera dei nazisti.
Un viaggio immaginoso aggrappato ai fili della memoria, fili impregnati di vita vera, storie d'amore, vicende tragiche e farsesche. Un modo tutto nuovo di rileggere il passato per illuminare il nostro presente.

Che libro strano, ma comunque affascinante. Dopo un inizio travagliato, visto che l'ho preso e lasciato almeno due volte, ho deciso di resistere e continuare, perche' all'inizio mi sembrava ostile e invece poi... mi ha stregato. Bello, bello davvero, bei personaggi e grande emozione. E' stato difficile "entrarci" subito... ma comunque non e' sempre un difetto. Sono stata sorpresa, ed e' sempre una bellissima cosa.

Cheers,
Eva


venerdì 8 aprile 2016

Hello!



"Bambina," cominciò Milagros con la solennità di una sacerdotessa, "i miei doni sono la follia, il coraggio, l'ambizione e l'irrequietezza. La fortuna degli amori e il delirio della solitudine. Il gusto per le comete, per l'acqua e per gli uomini. Desidero per te intelligenza e ingegno. Uno sguardo curioso, un naso dotato di memoria, una bocca che sorrida e maledica con precisione divina, gambe che non invecchino, un pianto in grado di restituirti la fierezza. Ti auguro di avere il senso del tempo che hanno le stelle, la tenacia delle formiche, il dubbio dei templi. Spero tu abbia fede negli àuguri, nella voce dei morti, nella bocca degli avventurieri, nella pace degli uomini che dimenticano il proprio destino, nella forza dei tuoi ricordi e nel futuro come promessa che contiene tutto ciò che non ti è ancora accaduto."

Male d'amore, Angeles Mastretta.

Cheers,
Eva

mercoledì 6 aprile 2016

Hello!

Oggi vi vorrei presentare una bella iniziativa nella quale sono stata coinvolta dalla mia amica Sophia del blog SofàSophia: un Link Party di compleanno!

Tanti auguri Amelia!
Per festeggiare il compleanno del suo blog La Soffitta di Amelia, uno spazio davvero interessante in cui trovare recensioni, notizie e curiosità libresche, Amelia ha organizzato un Link Party + Giveaway, in cui mette in palio 6 libri (tra ebook e cartacei) e la possibilità di partecipare al suo Salotto con un'intervista.

Qui il link diretto per partecipare al Party.

Cheers,
Eva

lunedì 4 aprile 2016

Hello!

Certe volte, quando finisco un libro come quello di cui parlo oggi, penso che davvero leggere vuol dire vivere mille vite, viaggiare nel tempo e nello spazio, e provare esperienze che solo chi condivide questa passione può comprendere.

Io sono, da sempre, una lettrice davvero onnivora: leggo di tutto, anche generi e sottogeneri che normalmente piacciono poco, o magari solo ad alcune categorie di persone. Nessuno, vedendomi, potrebbe ad esempio immaginare che mi piacciono i romazi cosiddetti di cappa e spada. Eppure, è proprio di uno di questi che vi parlo oggi...





Lo scrittore Arturo Perez Reverte ha ottenuto un incredibile successo in patria e all'estero, grazie soprattutto ai romanz della serie sul capitano Diego Alatriste y Tenorio, "soldato del re".

La serie è composta da sette libri pubblicati in Italia a partire dal 2006:
- "Capitano Alatriste"
- "Purezza di sangue"
- "Il sole di Breda"
- "L'oro del re"
- "Il cavaliere dal farsetto giallo"
- "Corsari di Levante"
- "Il ponte degli assassini"

In linea di principio possono essere letti in modo indipendente. In realtà è meglio seguire l'ordine cronologico di uscita, per seguire l'evoluzione psicologica dei personaggi e lo sviluppo della storia nella Storia, delle singole vicende all'interno del grande intreccio di battaglie, guerre e congiure accadute nell'Europa barocca.

Oggi vi parlo dell'ultimo libro. Partiamo allora per l'Italia del XVII secolo: mancano poche settimane al Natale del 1627...

RECENSIONE
IL PONTE DEGLI ASSASSINI
Arturo Perez Reverte


TRAMA La Napoli barocca del 1627, principale baluardo del re Filippo IV nel Mediterraneo, è un vero e proprio paradiso degli spagnoli: di stanza in Italia, il capitano Alatriste e il giovane Iñigo Balboa ne godono delizie e piaceri, ritemprando la salute e lo spirito. Ma un misterioso funzionario vestito di nero si presenta al capitano con una convocazione ufficiale, che non preannuncia nulla di buono. Sarà il poeta Francisco de Quevedo a illustrare al disilluso soldato la sua nuova missione, così rischiosa e difficile da apparire quasi un suicidio annunciato. Dopo alcuni abboccamenti a Roma e a Milano, un pugno di uomini dovrà raggiungere Venezia e assassinare il doge Giovanni Corner durante la messa di Natale, imponendo con la forza un nuovo governo, favorevole alla corona spagnola. Dalla parte di Alatriste, oltre ai compagni di sempre - il veterano Sebastián Copons e il pericoloso moro Gurriato - ci sarà altra gente di spada e di silenzio: soldati in grado di affrontare le imprese più rischiose e di tenere la bocca chiusa anche sul cavalletto di tortura; una cortigiana bellissima e spietata, che sa di uomini e di mondo e che lo conquisterà con le sue grazie; e un compagno d'avventura del tutto inaspettato (e sgradito): l'antico nemico Gualterio Malatesta, lo spietato assassino siciliano, con il quale il capitano dovrà stipulare una tregua (ovviamente temporanea) per scampare alle ombre della città lagunare.


Finzione e realtà si mescolano in questo romanzo storico dall'ambientazione particolare: prendendo spunto dal reale Papeles del alferez Balboa, manoscritto di 478 pagine conservato nella Biblioteca Nazionale di Madrid, Arturo Perz Reverte immagina un lungo e articolato racconto narrato in prima persona da Inigo Balboa.
Inigo è un giovane fante, figlio di Lope Balboa, uno dei migliori amici e camerati del capitano Dego Alatriste y Tenorio, spadaccino di fanteria al servizio del re santissimo di Spagna all'inizio del XVII secolo.
Dopo la morte del padre, il giovane Inigo viene affidato alle cure e alla responsabilità di Alatriste, perché lo allevi e lo educhi come un figlio. Seguendolo nelle sue avventure, Inigo ne diventa un fedele allievo e compagno, narrandone allo stesso tempo le gesta in dettaglio.

Come dicevo, è un libro di cappa e spada. Duelli all'alba, intrighi, agguati di sicari, inseguimenti e fughe, tradimenti, congiure di palazzo e battaglie di fanti e cavalieri...
In viaggio nell'Europa del 1600, Alatriste, Inigo e i loro camerati vivono avventure in puro stile picaresco, lottando per sopravvivere alla giornata, e guadagnare qualche soldo da spendere in taverne fumose piene di veterani come loro.

Una congiura per assassinare il doge porta i protagonisti da Napoli a Roma, da Milano a Venezia: le descrizioni dei luoghi e della vita delle grandi città nel siglo de oro sono magistrali. Sembra davvero di essere lì, a fianco del capitano, ad ammirare le pietre e i monumenti che chissà quante meraviglie racconterebbero, se potessero parlare:

Era una giornata fredda, invernale, ma più che sopportabile grazie al meraviglioso sole che splendeva sulla città, tingendo d'azzurro l'acqua delle fontane e accorciando le ombre delle chiese, dei campanili e ei palazzi. I miei passi mi condussero fino in riva al fiume e al ponte Sisto. Da lì il panorama era magnifico...

A fare da contraltare alla sete di avventure del giovane Balboa, testa calda e impulsivo, pronto a tirar di spada e a sfidare a duello per gli occhi di una bella cortigiana, giganteggia il meraviglioso personaggio di Diego Alatriste (che nel film "Il destino di un guerriero", tratto dai libri, ha le azzeccatissima fattezze di Viggo Mortensen).


Alatriste è il vero cuore di questi romanzi appassionanti, e in questo ultimo della serie ammiriamo ancora una volta la sua personalità flemmatica e la sua abilità nei duelli corpo a corpo, la sua saggezza disincantata e la sua necessaria spietatezza.

Alatriste combatte quotidianamente e silenziosamente la sua personale battaglia con i rimorsi di una vita da soldato al soldo del re, che combatte e uccide perché deve, ma cerca di non perdere la sua umanità.
Disincantato e cinico, stanco, sfiduciato, ma allo stesso tempo coraggioso, leale, pronto a battersi per sé, per il re, per una causa, per vivere, per non morire, e per restare accanto ai suoi uomini, soldato semplice che tutti chiamano "capitano".

No, della vita l'esca non mi ha colto,
losco nome che Dio mise alla morte;
la farsa della storia, della sorte
mi coglie con la maschera sul volto.

E la natura, perfida omicida,
tanto ha colpito da restare inerte.
La natura, la storia, Dio e Reverte,
sapran però impedire che mi uccida.

Non credo più a nessuno, nulla spero,
non m'amo più d'un altro in questo mazzo,
sto calmo, osservo, rido senza gioia,

e se forse disprezzo... niente è vero,
salvo che ammazzo il tempo di chi ammazzo,
battendo l'ala triste della noia.

Ciò disse un capitano di cervello,
gettò il bicchiere e si scostò il mantello.

Cheers,
Eva