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sabato 27 gennaio 2018

27 Gennaio - Giornata della Memoria

Gli unici mostri che ho conosciuto erano uomini.



Probabilmente è la cosa più difficile da comprendere: che perfino l'orrore può diventare normale. Una volta dovevo immaginare come si poteva guardare un upiòr mentre succhiava il sangue dal collo di un essere umano appena ucciso senza dover distogliere lo sguardo.
Ora lo sapevo per esperienza personale: potevi vedere una vecchia alla quale avevano sparato un colpo in testa e sospirare perché il suo sangue ti aveva schizzato il cappotto. Potevi sentire una scarica di arma da fuoco senza battere ciglio. Potevi smettere di aspettarti che accadessero le cose più tremende, perché erano già avvenute.
O almeno così credevo.

Jodi Picoult, "Intenso come un ricordo"

venerdì 27 gennaio 2017

Giorno della Memoria

Senza memoria l'uomo non saprebbe nulla.
G. Leopardi

Il 27 Gennaio 1945 la 60a armata dell'esercito sovietico arrivò ai cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, abbandonato dai soldati nazisti pochi giorni prima, liberandone i pochi superstiti e rivelando al mondo la prima testimonianza dell'eccidio nazifascista di circa 6 milioni tra ebrei di ogni paese europeo, omosessuali, zingari, malati mentali e minorati fisici, nonché oppositori al regime.





Non ho parole per descrivere l'orrore che tutto questo mi muove. Non ho parole per raccontare il dolore quando ho visto i luoghi, le fotografie, i registri.

Lascio parlare i libri. Ricordiamo che i nazisti bruciavano i libri "scomodi", ma teniamo sempre in mente anche che i veri mostri non sono quelli che bruciano i libri, ma quelli che ci convincono che non serve leggerli.

5 libri tra i tanti che ogni ragazzo e ragazza, oggi, dovrebbe e merita di leggere. Per non dimenticare quello che è stato possibile. 



FRED UHLMAN
L'amico ritrovato
Nella Germania degli anni Trenta, due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. L'uno è figlio di un medico ebreo, l'altro è di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un'amicizia del cuore, un'intesa perfetta e magica. Un anno dopo, il loro legame è spezzato. 

PRIMO LEVI
Se questo è un uomo
Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò "Se questo è un uomo" nel 1947. Einaudi lo accolse nel 1958 nei "Saggi" e da allora viene continuamente ristampato ed è stato tradotto in tutto il mondo. Testimonianza sconvolgente sull'inferno dei Lager, libro della dignità e dell'abiezione dell'uomo di fronte allo sterminio di massa, "Se questo è un uomo" è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche. È un'analisi fondamentale della composizione e della storia del Lager, ovvero dell'umiliazione, dell'offesa, della degradazione dell'uomo, prima ancora della sua soppressione nello sterminio.

MAUS
Art Spiegelman
La storia di una famiglia ebraica tra gli anni del dopoguerra e il presente, fra la Germania nazista e gli Stati Uniti. Un padre, scampato all'Olocausto, una madre che non c'è più da troppo tempo e un figlio che fa il cartoonist e cerca di trovare un ponte che lo leghi alla vicenda indicibile del padre e gli permetta di ristabilire un rapporto con il genitore anziano. Una storia familiare sullo sfondo della più immane tragedia del Novecento. Raccontato nella forma del fumetto dove gli ebrei sono topi e i nazisti gatti.


UN SACCHETTO DI BIGLIE
Joseph Joffo
L'autobiografia di un ebreo che racconta la propria infanzia e le persecuzioni subite nella Francia occupata dai tedeschi duante la seconda guerra mondiale. Dalla fuga da Parigi alla ricerca di un rifugio fino alla salvezza definitiva avvenuta grazie all'intervento di un sacerdote cattolico, il coraggio di due fratelli disposti ad affrontare le situazioni più pericolose per salvarsi e le esperienze che li fanno maturare nonostante la giovane età.



JOHN BOYNE
Il bambino con il pigiama a righe
Leggere questo libro significa fare un viaggio. Prendere per mano, o meglio farsi prendere per mano da Bruno, un bambino di nove anni, e cominciare a camminare. Presto o tardi si arriverà davanti a un recinto. Uno di quei recinti che esistono in tutto il mondo, uno di quelli che ci si augura di non dover mai varcare. Siamo nel 1942 e il padre di Bruno è il comandante di un campo di sterminio. Non sarà dunque difficile comprendere che cosa sia questo recinto di rete metallica, oltre il quale si vede una costruzione in mattoni rossi sormontata da un altissimo camino. Ma sarà amaro e doloroso, com'è doloroso e necessario accompagnare Bruno fino a quel recinto, fino alla sua amicizia con Shmuel, un bambino polacco che sta dall'altro lato della rete, nel recinto, prigioniero.



Eva