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giovedì 17 novembre 2016

Eroi e principesse

Hello!

Oggi un piccolo post un po' diverso dal solito, perché non posso fare a meno di condividere con voi una riflessione. Sabato pomeriggio, dopo la partita Italia-Nuova Zelanda (andare a vedere i suoi adorati All Blacks è stato il nostro regalo di compleanno per il cucciolo di casa), abbiamo fatto una bellissima passeggiata per il centro di Roma, complice una magnifica giornata autunnale. Oltre a noi, c'erano alcuni amici venuti da fuori per assistere alla partita, e a un certo punto ci siamo infilati tutti nella libreria Feltrinelli della Galleria Colonna. Chi c'è stato probabilmente lo sa, è una delle più grandi d'Italia, con un reparto bambini al primo piano veramente molto fornito. Ed ecco che, accanto alle proposte per i piccolissimi e allo scaffale del Natale, già pronto nonostante manchino più di sei settimane... i miei occhi inorriditi si sono posati su due stand, uno accanto all'altro. Ecco di cosa parlo:


e, proprio accanto:


Per un attimo non ci ho potuto credere, ma purtroppo, nel 2016, è ancora così.
"Un tocco di rosa, per tutte le principesse che sanno come costruire un castello" e "Per veri eroi, storie e titoli al gusto di avventura".
Per bambinE e bambinI.
Separati. Per generi. Per titoli. Per gusti e finiamola di sottintenderlo, anche per capacità. Perché le bambine sono tonte, si sa, e poverine, si annoiano a leggere di pirati, o dinosauri, o cavalieri e castelli. Per i maschi, attenzione, eroi e supereroi, sia mai che cedano al desiderio di rilassarsi a cantare una "magica canzone". E le costruzioni? "Infinite idee per giocare", solo per i maschi. Vuoi diventare "pompiere", "aviatore", "veterinario"? Nasci maschio. E se sei femmina? Puoi avere "una casa da sogno", o in alternativa una "casa dolce casa". Puoi fare danza classica o disegnare bambole polinesiane, ma se ti piace "Star Wars"? Eh, per te, principessa, non vorresti un po' di "glitter"?

Oh, ovviamente mica c'era il filo spinato. Se un maschietto voleva, poteva benissimo andare a vedere di che parlava quel libretto su Lisa Simpson, nascosto lì dietro. Se una femminuccia lo desiderava, niente le impediva di arrampicarsi fino a quella coloratissima storia di locomotive.
Certo, come no.
Poi mi vengono a dire che le differenze sono innate, e che il condizionamento non c'entra proprio niente.
Proprio, proprio niente.

Solo una cosa, dico. Ma i genitori di adesso, sono lobotomizzati? Davvero pensano che sia divertente tutto quel ciarpame scintillante della prima foto? Veramente, no dico, veramente, pensano che un essere umano di sette-otto anni, di qualunque sesso sia, una volta entrato in libreria possa essere attratto da "Le mie etichette Frozen"? Veramente qualcuno pensa che in libreria, per le bambine, ci debbano essere questi orrori, non compensati da volumi interessanti in una vetrina che colpisce al primo sguardo? E che solo per i maschietti "Il magnifico libro dei dinosauri" e "Manuale dei pirati" debbano faticosamente cercare di controbattere a Superman e Batman?

Cheers,
Eva.

PS Qualche anno fa, la Disney, accusata di promuovere una visione stereotipata del femminile e del maschile nei suoi cartoni, produsse questo video che a me piace molto.
Soprattutto, adoro la ragazzina al minuto 00:38.
Che, nonostante sia completamente al di fuori dei canoni secondo cui si definisce normalmente una "principessa", lo è eccome, e lo è nel modo che ha deciso lei.
Mi fa tanta tenerezza. Perché sembro io, tanti anni fa.